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Fabrizio è tornato

Fabrizio

L’aereo atterrò in orario e a Fiumicino, Fabrizio trovò la mamma ad aspettarlo. Fu felice di rivederla, da quando viveva da solo, si vedevano poco. La vide era ancora bellissima, sembrava più giovane, aveva capelli biondi e corti e i jeans stracciati come impone la moda. Era felice di rivedere il suo Fabrizio, le brillavano gli occhi. Nel tragitto fino a casa, lui le fece le solite domande che tanto la mettevano in crisi.

“Mamma, dimmi la verità, tu sei stata felice con papà?

“Sì, non farmi sempre le domande trabocchetto, sono stata e sono felice di avere avuto due figli come te e tua sorella. Sono stata e sono felice ancora adesso con tuo padre, anche se in alcuni periodi del nostro matrimonio mi ha fatto tribolare. Gli piacevano troppo le sottane, ma tornava sempre a casa, è me che lui amava”.

“Mamma, papà dovrebbe erigerti un monumento, lo sopporti da più di 40 anni. Una donna di oggi lo avrebbe mandato al diavolo dopo qualche giorno. ”

“Fabrì, tu non lo ricordi, ma io per qualche mese lasciai tuo padre. Voi eravate piccoli non potete ricordarlo. Andammo dai nonni su in Abruzzo, per 5 lunghi mesi. Quella volta non riuscii a fargliela passare. Aveva esagerato. Portare la sua amichetta a casa nostra no, non gliel’ho mai perdonata questa. La casa è sacra per me, lui che mi conosce, non doveva osare tanto. Certo ho sofferto tanto a portarvi via da lui, ma non riuscivo a guardarlo più negli occhi. È venuto ogni sera a bussare dai nonni per chiedere scusa, si era pentito ed era vero non ha più fatto nulla del genere da allora, perché aveva capito che ci avrebbe persi tutti. ”
“Mamma perché non mi hai mai raccontato questa storia. Valentina la conosce? ”

“Sì da tanti anni, eccoti arrivato a casa, ti aspetto domani a cena, ci sarà Valentina con i bambini e Pietro. Ti ho lasciato in forno da mangiare, devi solo riscaldare”…

” Va bene mà, a domani ”

Entrato in casa la trovò calda, accogliente. Per fortuna c’era acceso il riscaldamento. In cucina nel forno trovò già tutto pronto, una teglia di parmigiana e sul tavolo già apparecchiato, dell’insalata da condire. Mentre cenava guardò la sua cucina. Molto bella, spaziosa, piena di elettrodomestici. Ma mancava una padrona di casa. Si mise a immaginare Aurora in quella casa, seduta sul suo divano, o in bagno nella sua Jacuzzi, o in cucina intenta a preparare insieme a lui la cena. Insieme dopo una giornata di lavoro era bello ritrovarsi nella quotidianità.

“Ma che stai pensando, stai perdendo la testa per quella donna” si disse da solo.
Un sorriso fiorì sulle sue labbra, e sì, era innamorato come un ragazzino.

Fece un giro sui social dal suo iPhone e cercó un’agenzia di viaggi. Sentiva il bisogno di evadere, voleva partire ma non da solo. Sentiva che prima o poi avrebbero viaggiato insieme, lui e Aurora . Magari in America perché no?

Angela Amendola

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