M come musica, M come motori, M come Mattuzzi.

Fabiana Mattuzzi è una delle più giovani “grid girl” italiane.

Nata e cresciuta a Padova, frequenta l’ultimo anno di superiori.

Da qualche mese Fabiana, che alla passione per i motori unisce quella per la musica, fa bellissima mostra di sé nei paddock e sulle griglie degli autodromi italiani.

L’ho intervistata alla vigilia dell’ultima tappa del “Civ“, il “Campionato italiano velocità“.

Ciao Fabiana, prima di tutto quanti anni hai e da dove vieni?

«Ho 18 anni e vengo da Padova».

Sul tuo profilo leggo che fai tante cose, tra cui la cantautrice. Parlami di questa tua attività.

«La musica è tutta la mia vita. Sono cresciuta a suon di Anastasia e Giorgia. La musica mi ha sempre dato la possibilità di esprimermi al meglio, senza barriere e senza filtri. Pensa che da piccola mi mettevo vicino alla lavatrice o all’asciugatrice e inventavo delle piccole melodie per le mie canzoni! Cantare è sicuramente quello che voglio fare nella vita».

Quando e in quale occasione hai iniziato a lavorare come grid girl?

«È iniziato tutto per caso. Sono sempre stata appassionata di motori per via dell’azienda di trasporti dei miei genitori e per la loro passione per i motori. Stavo passeggiando per la griglia della moto3 al Civ quando il pilota Michel Fabrizio (ha corso in MotoGp e nel Mondiale Superbike, ndr), che non mi conosceva, mi prende per un braccio e mi fa: “Ho bisogno di un’ombrellina… Vieni tu!”. Da lì è partito tutto».

A quali campionati motociclistici e in quali gran premi hai lavorato? Ti chiamano anche all’estero?

«Sono quasi quattro anni che lavoro per tutto il campionato del Civ. Ho lavorato per la Superbike e per la MotogGp. Inoltre, l’anno scorso ho fatto qualche gara anche per il Cev, il Campionato europeo che si corre in Spagna. Principalmente lavoro in tutti i circuiti italiani».

Con quali team hai lavorato?

«Per il Civ ho lavorato con diversi team, per la Superbike ho lavorato con il team Barni, per la Supersport 300 con il team Terra e Moto e con Gp project. Inoltre, ho lavorato per la Cip, per la SAG e per Dinavolt Intact».

Hai stretto amicizia con tanti piloti oppure con loro c’è solo un “contatto” dal punto di vista professionale?

«Ovviamente quando lavori sempre per gli stessi team instauri un rapporto molto familiare con loro. È proprio questa una delle caratteristiche che mi piacciono di più. Ovviamente all’interno del Civ ci conosciamo tutti e quando sono tanti anni che lavori per gli stessi team o per gli stessi piloti, la lotta per il campionato diventa una sfida di tutti. L’anno scorso ho avuto la possibilità di stare al fianco di Kevin Zannoni, campione italiano 2018, e lottare assieme per un unico obiettivo. È stato qualcosa di davvero emozionante!».

Ti piacciono le moto? Per chi tifi?

«Ovviamente mi piacciono! Penso che un’ombrellina non possa non amare le moto e non amare questo mondo, sarebbe davvero assurdo. Ovviamente tifo per chi conosco».

In F.1 le grid girl sono state bandite, ma per fortuna in MotoGp no. Che cosa ne pensi?

«Chiaramente non sono d’accordo, ma è tutta una questione di scelte. Per fortuna il mondo è bello perché è vario».

Descrivici una tua giornata tipo da modella-grid girl.

«La sveglia normalmente suona molto presto. Si arriva in circuito, si indossa la divisa scelta dal team e si inizia a “sponsorizzare” il team all’interno del paddock. Si fanno foto con i tifosi, si scherza e si parla con tutti. È un lavoro dove bisogna sempre avere il sorriso ed esprimere positività. Poi si va in griglia e si sta agli ordini del team».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Ovviamente continuare a lavorare per questo bellissimo mondo. Finita la maturità mi piacerebbe fare anche qualche Gran Premio all’estero. Ora sto lavorando moltissimo con la musica e sono sicura che finito quest’anno scolastico riuscirò a fare qualche gran premio in più».

Frequentando il paddock, posso dirti che voi modelle non passate di certo inosservate, al punto che i tifosi fotografano più voi che le moto. È tanto stressante stare dietro a tutti i fans? 

«Ci sono i suoi pro e i suoi contro. A me piace molto stare in contatto con la gente, lasciare un segno positivo e far sorridere le persone. Ovviamente non tutti i fans si comportano allo stesso modo. Ci sono persone che si comportano, nei nostri confronti, in modo molto elegante e altri molto meno, ma facciamo loro capire quale sia il limite».

Vi propongo E77ERNO, brano dedicato alla memoria di Andreas Perez…

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