La gratitudine è terapeutica, ha il potere di guarire e farci guadagnare la serenità. Essere grati alla Vita per ciò che ci ha donato consente di spostare la prospettiva sugli aspetti positivi della nostra esistenza piuttosto che su quelli negativi. Chi prova gratitudine è più ottimista, coraggioso, determinato nella realizzazione dei suoi obiettivi, il suo rapporto con gli altri è generalmente pacifico, ha relazioni di amicizia e d’amore positive. In generale, chi prova gratitudine è più felice. Focalizzare la propria attenzione sulle cose belle della propria vita può sembrare difficile, se non addirittura impossibile quando le cose vanno male, ma in realtà non è così. Anche nelle giornate più nere, tristi e dolorose, possiamo trovare qualcosa per cui essere grati. Nessun giorno della nostra esistenza è sprecato, non c’è alba che non avrebbe dovuto sorgere ed evento che non sarebbe dovuto accadere. Tutto dipende dal valore che riusciamo a dare alle piccole cose, all’importanza che attribuiamo a ciò che accade nella nostra quotidianità. Siamo felici se ci alziamo al mattino e diciamo “grazie” al Sole che bacia la nostra pelle, per un’abbondante colazione, per il gatto che ci fa le fusa, la nostra compagna che ci riserva un sorriso.

La vera sfida è trovare ogni giorno qualcosa per cui essere grati, così da vivere intensamente ogni istante, senza aspettare che arrivi il “domani” a darci la felicità.

Per allenare la gratitudine, vi suggerisco un semplice esercizio:

1) prendete carta e penna, e scrivete tre cose per cui siete grati. Può essere un avvenimento, una persona che avete incontrato, un’esperienza che avete fatto. Qualsiasi cosa, avvenuta nella vostra vita o che ne fa parte, che considerate un dono

2) ora scrivete quali sono i “motivi” per cui provate questa gratitudine, ovvero le cause da cui ha origine (es: un insegnamento, un cambiamento, oppure le emozioni che ci ha dato)

3) ora invece scrivete qualcosa di cui siete grati con riferimento alla giornata di oggi. Anche qui trovate almeno tre elementi che suscitano la vostra gratitudine. Ricordate che per fare questo esercizio bisogna porsi con un diverso atteggiamento, che consenta di cambiare prospettiva sulle piccole cose. Va benissimo scrivere anche “grazie al barista, che è stato molto gentile con me stamani”

4) anche qui, trovate i motivi di gratitudine

5) paragonate i motivi di gratitudine per ciò che è avvenuto oggi e paragonateli con quelli scritti precedentemente. Notate se ci sono delle convergenze tra il “macro” e il “micro”, se ciò per cui provate gratitudine ha le stesse cause. 

Ci siete riusciti? Talvolta questo esercizio può risultare sconvolgente. La vita ripete quotidianamente la sua magia, e perpetra continuamente l’offerta dei suoi doni. In forme diverse, lo fa ogni giorno. Se impariamo a vedere con altri occhi, riusciamo a cogliere i dettagli e ad apprezzare le pennellate di luce che vanno ad abbellire quel capolavoro rappresentato dalla nostra esistenza.

Vi lascio con un aneddoto. Qualche tempo fa ho fatto visita ad un mio amico che sta lottando con una malattia. Sorride, chiacchieriamo a lungo. Ad un tratto mi dice: “sono grato alla malattia. Sono contento di essermi ammalato perché ho ricominciato a vivere. Grazie alla malattia ho imparato ad apprezzare le piccole cose, a non dare più nulla per scontato. Mi alzo al mattino e mi commuovo se fuori dalla finestra vedo il bocciolo di un fiore su un albero, vivo ogni incontro come se fosse l’ultimo, dandogli un grande valore. L’amore che provo per mia moglie è raddoppiato, forse non l’ho mai amata come ora perché, ora che sono arrivato alla fine dei miei giorni, ho capito che grande fortuna sia stata incontrarla.”

Lo guardai in silenzio. Ascoltai. Non capivo. Pensavo che stesse farneticando.

Poi un mattino mi sono alzato. Ho visto anche io il bocciolo di un fiore fuori dalla mia finestra. Mi sono commosso. Ed ho capito.

 

Arsenio Siani

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

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