Ieri sera splendida e indimenticabile serata al teatro Mario Foglietti, il Politeama,di Catanzaro. Il teatro è stato cornice di un concerto che ha allietato, per più di due ore,una platea che ha non solo gremito il teatro in ogni ordine e posti, ma che è stata catalputata negli anni 70 e 80 con le perle della canzone italiana: le canzoni di Lucio Battisti interpretate in modo magistrale da Maurizio Vandelli e la sua Band.
Quando ho visto mesi fa la pubblicità dell’evento, ero un poco scettica a prenotare i posti, perché credevo si esibisse lui da solo con la sua immancabile chitarra. Ed io, da grandissimi interpreti che si sono esibiti da solisti ,senza orchestre o band ,sono spesso rimasta delusa, uno fra tutti Baglioni e Venditti.
Ma, mai scelta invece fu più azzeccata, non solo sono stata fortunata ad avere i posti in seconda fila ma principalmente per aver trascorso più di due ore, ascoltando le pietre miliari della musica italiana, cantando( meglio dire stonando) insieme a tutto il teatro. Su Battisti che cosa dire?
Fu proprio lui che con testi profondi e sonorità musicali rivoluzionarie, ridisegnò il panorama della canzone italiana. Chi non conosce il patrimonio musicale che ci ha lasciato? Tutti hanno cantato almeno una sua canzone in occasioni particolari. Sono proprio gli anni ’70 che rappresentano un’epoca d’oro per la musica italiana, un decennio in cui la creatività artistica esplose in una varietà di generi e stili.
Tra i protagonisti di questo periodo, Maurizio Vandelli brilla come un simbolo della transizione dalla beat generation degli anni ’60 verso sonorità più mature e sperimentali.
Noto soprattutto come il frontman degli Equipe 84, Vandelli portò l’energia della musica beat italiana degli anni ’60 nel decennio successivo, arricchendola.
Con canzoni come Tutta Mia La Città, Vandelli dimostrò una capacità unica di reinterpretare successi internazionali con un’anima profondamente italiana. La sua influenza non si fermò solo alla performance: Vandelli fu anche un abile produttore e arrangiatore, contribuendo a plasmare il suono di altri artisti emergenti.
Mentre Vandelli costruiva la sua leggenda, molti altri artisti di quel decennio lasciavano il loro segno indelebile. Franco Battiato iniziò a esplorare territori musicali avanguardistici, spingendo i confini dell’arte.
Mina continuò a incantare con la sua voce unica e la sua audace scelta di repertorio, mentre Renato Zero inaugurò l’era degli spettacoli teatrali e trasgressivi.
Gli anni ’70 furono un periodo di trasformazione culturale, in cui la musica italiana non solo rifletteva i cambiamenti sociali, ma ne era parte attiva. L’eredità di artisti come Vandelli vive ancora oggi, influenzando generazioni di musicisti e appassionati.
Serata all’insegna della musica, dei ricordi e dell’ironia che fa parte del suo carattere, di un uomo che fra pochi giorni compirà 81 anni e non può paragonarsi al panorama musicale dei nostri giorni fatto da ragazzini che non conoscono la musica e usano l’autotune per cantare.
Così si può riassumere la presentazione ieri sera,di Emozioni Garantite , evento che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, affascinato dalla spontaneità e dal carisma di un artista che ha segnato la storia della musica italiana. Trasportati con entusiasmo dalla sua voce e dalla bravura della band, siamo tornati indietro negli anni versando qualche lacrimuccia.
Vandelli si è avvalso della tecnologia per duettare con artisti, che hanno registrato la parte a loro attribuita e che trasmessa poi in sicro, ha fatto sì che fossero presenti al live. Dalla Rettore, a Shel Shapiro, passando per Leali e finendo con l’assolo di Dodi Battaglia, abbiamo avuto modo di assistere a quanto siano amate le canzoni di Battisti da tantissimi artisti italiani.
Nel corso del concerto non sono mancati,alla fine, i brani dell’Equipe 84, la band a cui Vandelli ha indissolubilmente legato il suo nome e, soprattutto, la sua voce. Anche lui ha parlato di pace e si esibito con il pubblico, che aveva i cellulari illuminati,cantando Imagine.
Cosa resterà in me di questa serata? Tante emozioni e la felicità di aver passato ore nel modo che amo di più: ascoltando musica dal vivo. Un enorme Grazie va al grande promoter musicale Ruggero Pegna che da quasi 40 anni con la sua lungimiranza e preparazione in campo artistico musicale, con i suoi Fatti di Musica, ha ospitato su tanti palcoscenici in Calabria, artisti del calibro di Elton John, Tina Turner,gli Spandau Ballet e centinaia di artisti italiani, con un grandissimo riscontro di pubblico.
Angela Amendola
