Tra poche ore scoccherà la mezzanotte e non Cenerentola ma l’anno in corso fuggirà via portando con sé gioie, dolori, felicità e amarezze. A una certa età non si fanno più propositi che si sa di non poter mantenere ma si riflette piuttosto sul tempo passato e perduto.

Il tempo appunto, lo scorrere incessante delle lancette dell’orologio ci dà l’idea che il tempo sia una realtà a nostra disposizione, ma riflettere su di esso è una delle questioni più affascinanti della storia del pensiero, questo perché il tempo, così difficile da definire, è stato considerato in modo diverso nel corso delle epoche storiche.

I filosofi più antichi pensavano che il tempo fosse ciclico e la loro convinzione trovava conferma nelle osservazioni del cielo in cui avevano notato che i pianeti periodicamente si ripresentavano nella stessa posizione; anche il lavoro dei contadini che nell’alternarsi regolare delle stagioni riponevano fiducia per l’organizzazione del lavoro nei campi, forniva prova della circolarità del tempo. Grazie ai loro studi, i sapienti stabilirono che il Grande Anno del Cosmo durasse 26˙000 anni, al compimento dei quali tutto tornava com’ era già stato.

Il mondo, quindi, si ripete ciclicamente e in modo sempre uguale, i filosofi per molto tempo accettarono queste tesi che ritroviamo in Anassimandro, V sec. a.C., che scrive che ogni cosa avviene “secondo l’ordine del tempo” e un neopitagorico Nemesio, IV sec. d.C., che scrive:<<Ogni città, ogni villaggio, ogni campo rinascerà tale e quale. E questa rinascita dell’universo non avrà luogo una volta sola, ma più e più volte, senza fine, per tutta l’eternità>>. In un antico papiro greco si trova l’ouroboro, cioè un serpente che si morde la coda, diventato simbolo del tempo ciclico.

Con l’avvento del Cristianesimo si diffonde la visione lineare del tempo. Tutto ha inizio con la creazione e finirà con la seconda venuta di Cristo. La venuta sulla terra di Gesù ha dato inizio ad una nuova era perciò si è introdotta la datazione a.C. e d.C. Il tempo lineare è stato molto bene illustrato da sant’Agostino di cui ho scritto in passato su queste pagine. Ricordo di lui solo la bella definizione del tempo come distensione dell’anima, idea che anticipa filosofie molto vicine a noi.

Nel ‘600, Isaac Newton considerò il tempo come cosa reale che continua a scorrere anche in assenza di fatti concreti ma in tempi più recenti la scienza ha superato l’idea che il tempo esista come realtà e benché sia una dimensione su cui basiamo tanta parte della nostra vita, l’ora del lavoro, l’ora di uscire, l’ora di rientrare, la fine di un’attesa, il momento del ritorno ecc., che il tempo scorra è solo una tenace illusione.

Gli studi sul tempo continuano sia in ambito scientifico che filosofico e mentre scienziati e filosofi riflettono sulla questione, ci accingiamo a passare all’anno nuovo senza pensare che siamo noi a scandire mesi e anni, cosa utile e pratica ma arbitraria.

Sentiamo anche il tempo della nostra coscienza che non scandisce ore e minuti, non guarda mai l’orologio ma sa che certe giornate volano e alcune ore non passano mai: questo è il nostro vivere.

Se pure credo che cambiando anno non cambi molto nella vita di ognuno di noi, nel mio augurio per l’anno che verrà non posso far mancare una speranza di luce che illumini il mondo e ognuno di noi.

BUON ANNO!

Gabriella Colistra

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