E continuano gli “attacchi” e le “operazioni speciali”…

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11 settembre 2001

Continuano a chiamare “ATTACCO” quella che 21 anni fa fu solo una grande “VIGLIACCATA” fatta senza alcun briciolo di quell’onore che dovrebbe appartenere ad ogni essere umano…anche in guerra!

Ma c’è anche chi fa di meglio e, con diplomatica verve, sotto il “segno di Zorro”, il 24 febbraio c.a., avvia “operazioni speciali”. Ecco il bilancio “approssimativo” ad oggi:

Decessi
Almeno 29.587 persone
Ferite non mortali
Almeno 52.890 persone
Profughi
Circa 14 Mln persone
Edifici distrutti
Almeno 140.000
Danni materiali
Circa 350 Mrd di Dollari

Può sembrare curioso ma anche in guerra esiste un’etica e sembra proprio che con l’avvento del 21° secolo ci sia stata una involuzione, un brutale e furbesco ritorno al cosiddetto “mondo antico”.

Achille non aveva nessun interesse se non quello di uccidere Ettore, obiettivo che giustificava ogni nefandezza verso chiunque, mentre Ulisse, ad esempio, combatteva “di persona”, “da comandante” contro Scilla e Cariddi per difendere i suoi uomini…mostrandosi già “un deciso combattente con onore”.

In generale però in guerra non esisteva alcuna etica e gli stessi nemici catturati venivano resi schiavi se non uccisi e magari prima violentati, se donne.

A Roma, il soldato congedato con onore poteva addirittura fregiarsi di questo titolo anche nella società civile.

Il successivo Impero mutuò le tradizioni militari repubblicane e le applicò con durezza. Tito, ad esempio, congedò con disonore un soldato riuscito a fuggire dalla prigionia, per ribadire il concetto che nessun romano doveva farsi catturare vivo. Persino la perdita delle armi in battaglia era soggetta a pene severe e in taluni casi, per esempio “perdita delle insegne imperiali”, addirittura alla morte.

Ma poi arrivarono i vandali, simili per “ottusaggine mentale ed ignoranza” ai nuovi barbari, quelli di adesso … i Vandali, che seguivano una sorta di “dottrina ariana”, si resero famosi per l’assoluta assenza di eticità militare. Ad esempio durante la conquista del Nordafrica (429-440), le truppe vandale si abbandonarono a distruzioni, razzie e atrocità di ogni tipo, soprattutto contro i cristiani…soprattutto contro i cristiani…ripeto…!

Con le innovazioni tecnologiche del Medio Evo, arriva l’etica cavalleresca e gli ordini cavallereschi, composti da coloro che professano e zelano l’etica cavalleresca, funzione nobile e di alta rilevanza sociale.

Ai primi posti tra gli ordini cavallereschi tuttora esistenti vanno annoverati il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, gli ordini equestri pontifici: “Supremo di Cristo“, “Ordine dello Speron d’Oro“, “Ordine di San Gregorio Magno“, “Ordine di San Silvestro Papa“, “Ordine Supremo della Santissima Annunziata“, “Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (detto anche Ordine Mauriziano)” e l’Ordine “di San Gennaro” in Italia.

Nel mondo anglosassone l’ordine “della Giarrettiera“, “del Bagno“, lo scozzese “Ordine del Cardo (The Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle)” e il nord-irlandese “Ordine di San Patrizio (The Most Illustrious Order of St. Patrick)“.

Più recente è “l’Ordine dell’Impero Britannico (Order of the British Empire)“, con cinque distinte classi civili e militari, che fu fondato nel 1917 da Re Giorgio V.

In Spagna e Francia l’ordine “del Toson d’Oro” ed altri…i più in Italia, tutti in Europa!

E poi il Rinascimento, la Rivoluzione Francese, Napoleone … guerre, morti … sì ma con onore e, soprattutto, nel rispetto di accordi circa il trattamento dei prigionieri e dei civili inermi, ovvero l’etica militare viene legata anche a livello teorico, a quella civile.

“La guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi”

(Clausewitz)

L’etica, infatti, può essere definita come “filosofia morale” e, analogamente alla civile, l’etica militare diventa la summa dei principi ideali che presiedono la realizzazione, l’impiego e l’adeguamento incessante nel tempo e sul campo delle strategie e dello strumento militare.

A differenza di come affermano taluni, però, si deve evidenziare che i principi dell’etica – e così i principi dell’etica militare – non sono né eterni né immutabili; tutt’altro, essi, pur se ancorati alle più elevate delle idealità, mutano man mano che il livello di civiltà dei popoli evolve od involve…già involve…ripeto e sottolineo…involve!

E quello che successe 21 anni fa a New York col “cosiddetto attacco alle Torri Gemelle” e quanto iniziato in Ucraina circa 6 mesi fa, rappresentano la massima espressione della umana involuzione.

Giornalisti e TV continuano a chiamare “ATTACCO” e “OPERAZIONE SPECIALE” quelle che sono state solo una grande “VIGLIACCATA” senza alcun briciolo di quell’onore che dovrebbe appartenere ad ogni essere umano…anche in guerra!

Il superamento di ogni vandalismo storico verso una involuzione bestiale.

Non basta andare in giro in barba e col mitra oppure uccidere più di 3000 civili inermi in viaggio o al lavoro negli uffici all’interno di un grattacielo per essere guerrieri capaci di ricorrere con onore allo strumento militare per affermare la loro concezione politica.

Non basta correre in camionetta sparando in aria, magari per intimidire le donne, per mostrarsi poi capaci di governare e far funzionare la macchina complessa di uno Stato moderno in cui ognuno è chiamato, donne e uomini, a offrire il meglio di sé.

Non basta mettere una Z su una camionetta e andarsene in giro a mitragliare gente inerme in auto o in bici o, peggio, giocare a fare “no colpa sua”… “” no no è stato lui”… mentre si “gioca a fare il tiro a segno” attorno ad una centrale nucleare!

Già l’Onore Militare, che può essere definito come “la consapevolezza radicata della propria dignità di soldato e la volontà di mantenerla intatta nel costante rispetto e nella pratica dei principi morali propri della comunità militare“.

Esso è in definitiva “il complesso dei pregi personali su cui si fonda la pubblica considerazione” e deve comunque essere l'”habitus mentale del militare“, di colui che combatte un nemico e che in nome di tale onore, non può accanirsi su donne e bambini inermi!

È sul valore dell’onore che “ogni miles” trova la base del suo retto agire seppure in guerra, è sull’onore che si fonda la vera essenza del gentiluomo, in pace come in guerra.

E l’11 settembre del 2001? E l’Ucraina?

Beh appare evidente che, laddove non fosse possibile affermare una nuova concezione politica semplicemente perché una delle parti non è “particolarmente attrezzata” a livello di mezzi, di organizzazione e di preparazione, per “vincere facile” basta ricorrere ad atti terroristici, ovvero ad azioni improvvise, devastanti e vigliacche rivolte proprio verso gli inermi al fine di diffondere negli stessi paura e sfiducia verso la “fazione avversa”, la società e i relativi valori in cui “quegli inermi” vivono.

Ne consegue che un terrorista piuttosto che un dittatore non possono essere considerati “un militare” e le loro azioni non possono essere considerate “attacchi, operazioni militari” perchè nell’uccidere e distruggere non c’è nulla di SPECIALE!

Vorrei quindi auspicare che, almeno nel linguaggio dei media, “venga utilizzato un gergo meno nobile” perché si tratta di semplici vandali, ignoranti e assassini, gente ottusa nelle loro credenze in base alle quali ritengono di dover regolare all’origine l’esistenza di ogni essere umano (per sua stessa natura, nato libero e libero quindi di scegliere) e non di censurarne gli atti inappropriati mediante la “bilancia della Giustizia”.

PS 

A Roma era impossinile nominare Generale “un amico dell’Imperatore” invece di chi lo meritava sul campo davvero…e le sconfitte che “l’imponente esercito russo” sta subendo in Ucraina ne sono un esempio…

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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