Donne, è arrivato l’Arbolino!

Naturalmente non mi riferisco all’artigiano che affila le lame e i coltelli, ma al fresco vincitore del Gran Premio d’Olanda, classe Moto3.

Antonio Arbolino, detto Tony, è finalmente esploso.

A quasi 19 anni (li compirà tra un mese), sta correndo la terza stagione nel Motomondiale, in cui approdò nel 2017.

Fu lanciato in Moto3 da Paolo Simoncelli, il papà del compianto Marco, che proprio quell’anno esordiva con il Sic58 Squadra Corse.

Ma dopo una meravigliosa carriera nelle categorie giovanili, per Tony l’esordio tra i “grandi” fu più complicato del previsto.

Da rookie conquistò appena due punti (grazie a un 14esimo posto nel GP d’Argentina, secondo appuntamento della stagione 2017).

Si disse che non fosse “mentalmente pronto” per il Mondiale e che avesse un carattere difficile.

Ma nessuno ha mai insinuato il dubbio che il ragazzo milanese non fosse dotato di talento.

Il tempo ha dato ragione a chi credeva in lui.

Nel 2018 Arbolino ha fatto quel passo in avanti che tutti si aspettavano.

Nel frattempo, però, aveva “tradito” il suo mentore Paolo Simoncelli per trasferirsi nel team concorrente Marinelli Snipers, sempre in Moto3.

L’ho saputo dai giornali che si era accordato con loro” – tuonò Paolo – “a me non ha detto niente. Non ci si comporta così”.

Un indizio in più a sostegno della tesi che il ragazzino non avesse ancora la mentalità giusta per correre in un campionato del Mondo. Ma nel nuovo team Tony è cresciuto progressivamente, conquistando ben due pole position (la prima in Argentina, la seconda a Valencia) e un sesto posto in gara come miglior risultato. Alla fine ha racimolato 57 punti, un bottino non esaltante ma sicuramente di buon auspicio.

E arriviamo alla stagione in corso e allo “step” fatto dal numero 14.

In Argentina – evidentemente la sua pista preferita – c’è stato il primo podio.

Al Mugello un’altra pole position e la spettacolare prima vittoria, bissata domenica ad Assen, l’università delle moto. Tony ha battagliato fino all’ultima variante con un altro italiano, Lorenzo Dalla Porta, beffandolo sul traguardo per una manciata di millesimi.

Arbolino ha così conquistato la seconda vittoria della carriera e si è affacciato nelle prime posizioni della classifica iridata.

Il titolo mondiale non è più un sogno.

Ma cosa è scattato nella testa del ragazzo per operare quel salto di qualità che fino a qualche mese fa nessuno si aspettava?

Sicuramente l’esperienza, condita da una dose di talento di cui è dotato.

Ma ci sono stati altri due fattori determinanti.

Il primo è l’ingaggio di un manager di esperienza e di inarrivabile bravura come Carlo Pernat, il decano del Motomondiale. Da quando c’è Carletto a consigliarlo, Tony non ha più sbagliato un colpo.

E poi il secondo … c’è un “collega” la cui presenza sta facendo molto bene al talentino milanese: mi riferisco a Jorge Lorenzo, suo vicino di casa e nuovo compagno di allenamenti.

Tony, da qualche tempo, si è infatti trasferito a Lugano, dove da anni vive anche il maiorchino cinque volte campione del Mondo.

I due piloti condividono lo stesso preparatore atletico e trascorrono molto tempo insieme, come dimostrano le fotografie che pubblicano sui social.

Il sogno di Arbolino è ricalcare i successi ottenuti dallo spagnolo.

L’inizio è promettente.


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