Ci si accosta ad un’ampia vetrata.

Lo si fa in maniera garbata, silenziosamente, con grande flemma e con tatto ossequioso.

Si dà una bella occhiata d’insieme, per scoprire quali volti andranno in consegna al futuro, per conoscere le identità di chi farà il suo esordio per le infinite strade del mondo.

E si rimane sbalorditi, si seguita ad ammirare lo spettacolo con una gioia ancor più intensa e travolgente poiché, all’esplosione irruente di nuova vita, si associa una singolare sorpresa  intrisa di grande originalità.

Esiste infatti un ospedale in Texas all’interno del quale, ciascun bambino dato alla luce nel mese di dicembre viene amabilmente adagiato all’interno di morbide calze natalizie.

Come resistere ad una dose di tenerezza così disarmante?

Ci troviamo, per l’esatteza, presso il  “Methodist Children’s Hospital” , a San Antonio.

Il suddetto ospedale vanta una vera e propria tradizione che si protrae da circa 50 anni e che è sostenuta da un gruppo di volontari, conosciuto unanimemente come “Bluebirds of Methodist Hospital.”

Ma non finisce qui!

Tutti i neonati vengono agghindati con dei simpaticissimi cappellini di Natale, che non fanno altro che rendere i meravigliosi bebè ancor più teneri e adorabili.

I genitori dei bambini accolgono con grande entusiasmo la bizzarra quanto fantasiosa iniziativa, affermando di essere oltremodo felici per essere riusciti a vivere ancor più intensamente la gioia della nascita, attraverso un delizioso tocco di magia.

Molti di loro conservano scrupolosamente le calze per diversi anni e le riempiono sistematicamente di piccoli doni per i loro figli.

Le calze, come accennato in precedenza, vengono realizzate da un gruppo di volontari, meglio noto come” Bluebirds of Methodist Hospital”.

I componenti dell’associazione, durante il resto dell’anno, si occupano di assistenza ai malati, fornendo il proprio ed importantissimo aiuto al personale dell’ospedale.

Da oltre cinquant’anni, dunque, il “Methodist Children’s Hospital” , in Texas, congeda i suoi piccoli ospiti in morbide ed accoglienti calze di Natale.

Ma non è il solo ospedale ad aver deciso di agire a sostegno dell’iniziativa.

Anche il “Mount Auburn Hospital”, per esempio, dimette i suoi neonati in sgargianti calze natalizie e lo fa, oramai, da ben dodici anni.

Chissà, forse l’evoluzione dei tempi impone davvero un passo in avanti, persino verso le varie modalità d’approccio all’immagine, nei più disparati ed inattesi campi d’utenza.

Sarebbe fantastico riuscire a porre l’iniziativa all’attenzione delle strutture ospedaliere italiane.

Dare priorità, in ogni caso, alla risoluzione di problemi sanitari complessi?

Assolutamente sì!

Maria Cristina Adragna 

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Maria Cristina Adragna
Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

1 commento

  1. ” Una volta
    credevo anch’io alle parole,
    tempo fa! ”
    ( A. Baldani )- in Appendice a “Un mare con l’onde rotte”/opera omnia di GERMANO (pseudonimo di Michele DI GIUSEPPE).

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