Ero rimasto in totale silenzio ad ascoltare ed ora una rabbia sorda nei confronti di quella bestia, che aveva rovinato la vita di questa fragile creatura, mi stava divorando dentro. Aspettai ancora un po’ per essere sicuro che lei avesse finito il suo racconto e, proprio in quel momento, Giulia, dopo aver ripreso fiato, ricominciò a parlare:<< Quella bruttissima esperienza, come hai sentito, mi ha rovinato la vita, ma mi ha dato l’opportunità di scegliere un lavoro bellissimo. Infatti essere una maestra a contatto tutto il tempo con i bimbi mi ha aiutato molto e poi mi consente di portare avanti il mio progetto di insegnare ai bambini il rispetto per gli altri, per tutto ciò che è diverso. Sono convinta che la società possa cambiare solo se educhiamo i bambini che saranno il nostro futuro, se spieghiamo loro che un sorriso donato è un regalo bellissimo per chi lo riceve ma anche per chi lo fa. E soprattutto lavoro con i maschietti facendogli capire come va trattata una donna, che non è vergogna mostrare ciò che si ha dentro, che ciò che saranno oggi li accompagnerà poi per tutta la vita.>> Finalmente Giulia sembrava aver ripreso coraggio e ricominciava a sorridere pensando ai suoi bambini. Si vedeva però che era sulle spine in attesa del mio pensiero. In tutto quel tempo non avevo mai smesso di stringere la sua mano né di abbracciarla con gli occhi . La guardavo e.con la voce bassa iniziai un po’ titubante:<< Giulia , prima di questa sera sapevo che avrei voluto te nella mia vita. Ora, dopo il tuo racconto, non solo ne ho la certezza, ma so che non potrei desiderare nessun’altra donna. Sei una persona speciale, dolce e forte, e se mi vorrai, insieme troveremo il modo per superare le tue paure. Tenterò di mostrarti che non tutti gli uomini sono uguali, ma soprattutto cercherò di farti capire che sono perdutamente innamorato di te.>> Così dicendo mi alzai, avvicinandomi a lei. Il mare si era fermato ad ascoltare le mie parole, quasi a non voler disturbare quel momento magico. La aiutai ad alzarsi e le accarezzai il viso, quel suo viso d’angelo. Tremavo, quando avvicinai le mie labbra alle sue, pauroso che potesse rifiutarmi. Ma Giulia non si allontanò, anzi si strinse a me e per un momento sparì il mondo intorno. Ricordo tutto di quella sera. Le mie dita che sfioravano la seta del suo vestito, le sue labbra timide, il silenzio del mare ed il tappeto di stelle che ci faceva da cornice. L’odore di quella sera unica e la musica che quasi volesse incoraggiarci nel nostro sogno d’amore, mi permise di abbracciarla e di ripetere nel suo orecchio le parole che avrei scelto anche io…” Mad about you “, pazzo di te.

Continuavo a rigirarmi nel letto, incapace di riprendere sonno, consapevole del fatto che oramai l’alba era vicina. Rivivevo quei momenti e l’emozione mi invadeva come se non fossi solo nel mio letto a pensare, ma mi trovassi su quella pedana sul mare abbracciato a Giulia. Dopo il nostro ballo solitario ma indimenticabile, l’accompagnai a casa, guidando e cambiando marcia solo con una mano, perché l’altra era incollata alla sua. Andavo a 20 km all’ora per far sí che non si interrompesse il sogno. Scambiammo solo qualche parola perché a parlare erano i nostri sguardi, le nostre mani ed il silenzio gonfio di attese, di speranze, di futuro. Arrivati sotto casa di Giulia, dopo il primo vero bacio, scendemmo e lei mi disse le parole più belle che un uomo innamorato possa ascoltare:<< A domani Max…Sono felice. Conterò i minuti che mi separano dalle tue labbra e porterò con me i tuoi occhi, stretti nei miei. Sognami perché io lo farò, così potremo incontrarci da qualche parte. So che sarà così, perché anche io oramai, non potrei fare a meno di te.>> Così dicendo, mi sfiorò le labbra, abbandonò la mia mano lentamente, al punto che le dita si salutarono una per una ed entrò nel portone di casa sua. Si voltò prima di sparire e mi soffiò un bacio che non so come, ma arrivò a bruciarmi l’anima ancora di più. Quella notte non chiusi occhio ed alle 7,30 le feci un messaggio per dirle che la stavo aspettando al nostro bar per fare colazione insieme.  Da quella mattina succede sempre così ed io, che ho sempre odiato l’alba, ora odio il tramonto. Per fortuna tra un mese ci sposeremo e finalmente tutto il giorno saremo insieme e sarà un susseguirsi di albe e tramonti con un’unica certezza, che cioè  Giulia sarà sempre tra le mie braccia.

Chiaramente ho comunicato all’università che, se mi vogliono, rimango qui e, se non mi vorranno, resterò lo stesso perché tutto ciò di cui ho bisogno nella vita l’ho trovato in questa piccola città. Ed allo sguardo meravigliato della segretaria che mi domandava cosa fosse, risposi con un sorriso negli occhi ed uno sulle labbra:<<Giulia.>>

Maurizio  Gimigliano

 

 

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Maurizio Gimigliano
Sono Maurizio Gimigliano, ingegnere chimico da sempre appassionato d’arte. Forse essere sempre a contatto con formule e numeri ha fatto emergere la necessità di esprimere la parte creativa nascosta dentro me. E dopo anni di strumenti musicali (chitarra e sax), ho iniziato a scrivere poesie d’amore provando a descrivere le emozioni e le sensazioni che si vivono nelle varie situazioni ed esperienze amorose. Amore inteso in ogni sua forma ed espressione purché sentimento intenso e coinvolgente. Dal 2018 scrivo su SCREPmagazine e sono socio di Accademia Edizioni ed Eventi.

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