Esiste una sola condizione per sentirsi sereni…”Essere costruttori di Pace”.

La pace del cuore è la sola condizione per vivere bene con se stessi e con gli altri.

Il contrario della Pace, è la Guerra.

La guerra siamo tentati di pensare che non dipenda da noi, ma dagli altri, da chi governa, in particolare…

Ma non è così! Come la pace, anche la guerra nasce dal cuore.

L’odio che aizza l’uomo contro un suo rivale, l’egoismo, il denaro e il potere che mette contro gli uni con gli altri, non curandosi  dei problemi altrui e rimanere inermi.

Ma cosa allontana l’uomo dal vero concetto di Pace?

La povertà, la fame, le fatiche, la mancanza di cultura?

Non prorpio questo…Manca all’uomo l’educazione all’amore, al rispetto della vita.

E’ la mancanza di ciò che genera tensioni, soprattutto l’incapacità di ammettere i propri errori e chiedere perdono.

La Pace può nascere dalle nostre coscienze e se vogliamo stare bene, prepariamola nei nostri cuori.

La solitudine non mi fa paura,
mi fa paura la gente
che mi osserva e mi giudica
fingendosi amica.
Mi fa paura l’indifferenza della gente
verso le disgrazie altrui.
Mi fanno paura le malattie
quando penso alla gente che soffre
e si accontenterebbe di vivere
nella sofferenza, pur di rimanere in vita.
Mi fa paura pensare che qualcuno,
in questo momento,
giace in un letto d’ospedale
nella speranza che possa guarire,
e mi rattrista vedere un bimbo per strada
che sarebbe felice di ricevere
la carezza di un passante,
o vedere una mamma disperata,
coi figli in braccio
chiedere l’elemosina, in lacrime,
per poter sfamare il proprio piccolo.

Cammino per strada
e mentre osservo la gente,
apparentemente felice
la mia mente viaggia e pensa da sola.

Mi sento triste, ma allo stesso tempo felice
perchè ho la fortuna di respirare e vivere,
ma soprattutto di poter dar conforto
alla gente che ai miei occhi
non passa inosservata,
e posso rallegrare un bimbo in lacrime,
tendere una mano alla mamma piangente,
e consolare chi, per sfortuna sta male.

Non mi fa paura la solitudine,
io sono più viva che mai.
Chi, camminando per strada vive nell’agiatezza
e rimane indifferente
ai problemi che affiggono l’umanità,
al momento che arriverà alla stagionatura,
guardandosi indietro nel tempo,
non lascerà nulla di sè
e cadrà nello sconforto,
perchè nessuno si ricorderà di lui/ lei
e questa sarà la sua giusta ricompensa.

Grazia Bologna

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Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

2 Commenti

  1. ANALIZZANDO (da siciliano ad una siciliana):
    Ottimo il titolo, ma non limiterei le condizioni.
    La serenità interiore potrebbe essere sufficiente per se stessi, se il contesto – gli altri – non esistessero.
    La guerra te la dichiarano sempre gli altri, se non la provochi anche tu.
    Non credo sia necessario odiare un proprio rivale.
    L’egoismo sì che ti pone in rivalità con gli altri; il denaro ed il potere perché – in una ipotetica città del Sole – dovrebbero essere usati a senso unico? Assolvendo i doveri civici ci si interessa degli altri, ovviamente se non si persegue un’inerzia paralizzate.
    E qual è il vero concetto di pace?
    La povertà (non la miseria rispetto alle ricchezze degli altri), sì, potrebbe non allontanare dalla pace;
    La fame, certamente, se non ti fa dormire è bene che tenga svegli anche chi ha saziato il proprio appetito.
    Ricordo d’aver letto: “Se il negro (in modo rappresentativo d’un mondo affamato) non mangia, il bianco non dorme”.
    Le fatiche di don Chichotte sono vane, ma per fortuna non tutte sono tali.
    Non esiste “incultura” assoluta, tutti nel proprio contesto hanno una loro cultura, sia essa materiale e/o più o meno interagente con gli altri.
    Accezione ampia e variegata ha l'”amore”, quello per la vita – almeno la propria – istintivamente ce l’abbiamo
    tutti, se non perdiamo “il ben dell’intelletto”.
    Inevitabilmente, se con umiltà non lo riconosci tu il tuo errore, saranno gli altri ad abbassarti la cresta, volente o nolente la tua saccenteria da barbassoro non avrà la meglio: la realtà è inesorabile.
    “Può”, dici bene, albergare nei cuori degli uomini la pace; spesso, però, si guerreggia illudendoci di poter star meglio, ed allora – non solo non la si prepara nei nostri cuori – spesso, purtroppo, la togliamo da quelli degli altri.
    Bella la poesia, ma un giorno una poetessa (A. Romagnoli) mi disse: ” NON FARE IL POETA”, poiché non ti darà da mangiare né a te, né agli altri. Così le mie sedicenti poesie rimasero orfane e in un’opera “omnia”.
    I SOLDI

    Nulla di nulla:
    schifezza.

    Milleseicent’ottanta lire…

    Nulla, nulla, nulla di nulla:
    schifezza.

    E noi, scarpe dei nostri cavalieri,
    siam calpestati come suole esterne:
    sui tappeti fini;
    contro l’acceleratore, nostro sogno;
    sulle zolle, umide pel nostro sudore…

    noi scarpe, scarpe, sempre scarpe:
    soldi… ossia cappe di piombo.

    Albenga, 16 luglio …
    (pag 9 di “Un mare
    con l’onde rotte”
    di GERMANO – pseudonimo di Michele DI GIUSEPPE – co.di.gi – albenga).

  2. A mio parere dipende dalla capacità di educare e di educarci alla modestia e alla condivisione tempestivae sofferta dei disagi del prossimo. Ciò non fa che generare contrasti, opposizioni e scontri sociali. Tutto per puro egoismo. Scrivere non dà la ricchezza ma se si scrive per passione giova all’animo e al cuore. La poesia è il nutrimento dell’anima, di giorno ci fa vivere, di notte ci fa sognare…Complimenti per i suoi versi molto toccanti e grazie per la sua attenzione nel leggermi e commentarmi. Buona serata Michele, alla prossima!

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