
Si è concluso ieri la prima parte del tour di presentazione del libro ” L’amore non uccide” di Caterina Nero,che ha affrontato il tema del femminicidio, un viaggio che ha attraversato diverse posti, paesi e borghi calabresi con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico presente su una delle piaghe più dolorose della nostra società.
L’autrice, con coraggio e passione, ha condiviso storie, dati e riflessioni che hanno toccato il cuore di molti. Con una scrittura capace di arrivare a tutti e una ricerca radicata nella cronaca nera, l’autrice si propone di far luce su una realtà difficile: quella in cui l’amore, inteso in modo distorto, si trasforma in una scusa o in un tramite per comportamenti violenti e distruttivi. Il titolo stesso, apparentemente provocatorio, ci invita a riflettere sul significato autentico del sentimento e a mettere in discussione la legittimità di quei rapporti che, mascherati da amore, rivelano dinamiche di potere e oppressione.
L’opera si distingue per il suo duplice approccio. Da un lato, raccoglie e analizza fatti di cronaca relativi a delitti evidenti per femminicidio, narrati attraverso il racconto di casi reali e testimonianze di donne segnate da violenze di genere. Dall’altro, il libro si fa specchio di una società che sembra incapace di riconoscere i meccanismi che alimentano tali tragedie, mettendo in discussione la retorica spesso utilizzata per giustificare il controllo e la violenza nelle relazioni. La narrazione si concentra in particolare su un territorio specifico , Lamezia Terme e dintorni, per sottolineare come certi modelli di discriminazione e violenza abbiano radici profonde nel tessuto sociale e culturale, richiamando l’attenzione sulla necessità urgente di una trasformazione del pensiero collettivo.
Uno degli aspetti più toccanti del libro è il percorso di denuncia e testimonianza. Caterina Nero non si limita a raccontare i fatti, ma rende omaggio alle donne che hanno lottato con coraggio contro le ingiustizie, trasformando il loro dolore in un messaggio di resistenza.
Inoltre, il libro si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dei media, dei tribunali e delle istituzioni politiche nel riconoscere e affrontare la violenza di genere. Caterina Nero invita il lettore a interrogarsi sul modo in cui il discorso pubblico viene costruito: è possibile parlare, in nome dell’amore, di giustificazioni per atti violenti? E, soprattutto, come si può promuovere un cambiamento che porti a una società in cui l’amore si traduca in rispetto e tutela per tutti?
Durante tutti gli eventi, le sale si sono riempite di persone di ogni età, unite dal desiderio di comprendere e affrontare il problema. Gli incontri non sono stati solo momenti di lettura, ma veri e propri spazi di dialogo, dove il pubblico ha potuto esprimere le proprie opinioni e porre domande. L’autrice ha sottolineato l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto e alla parità, evidenziando come la cultura sia uno strumento fondamentale per il cambiamento.
La tappa di sabato 12 aprile , è stata particolarmente emozionante. Si è svolta presso Pane& Quotidiano una caffetteria che da tempo crea eventi non solo letterari,in una piazza che era diventata non sicura negli ultimi anni. Ora è diventata anche grazie ai gestori di Pane& Quotidiano una piazza per famiglie. Dopo i saluti di Salvatore D’ Elia uno dei padroni di casa ,un giovane che vanta trascorsi giornalistici in diverse testate e case editrici, la parola è passata al relatore, il critico letterario e docente, Tommaso Cozzitorto, che spesso a scuola affronta questa tema per sensibilizzare i ragazzi. Ospite la dottoressa e campionessa di karate Martina Di Cello che ha raccontato la sua storia di sportiva e professionale. Intervistata dal relatore Tommaso Cozzitorto, Martina Di Cello ha raccontato come sia ancora presente il pregiudizio nella nostra realtà. Si è trovata personalmente in situazioni paradossali, una tra tutte durante il suo tirocinio medico ,un paziente trovandosi di fronte un uomo e lei ha usato il termine dottore per l’uomo e lei solo perché donna è stata chiamata dallo stesso signorina, nonostante avesse più titoli medici dell’altro. L’autrice Caterina Nero ha poi ringraziato tutti coloro che hanno partecipato e sostenuto il progetto in queste settimane ,ribadendo che il femminicidio non è solo un problema delle vittime, ma di tutta la società. “Ogni storia raccontata in questo libro è un grido di aiuto e un invito all’azione”, ha dichiarato.
Il tour di presentazione si conclude, per il momento. Ma l’autrice ha affermato che sono previsti nuovi progetti per approfondire il tema e promuovere altre iniziative.
Angela Amendola










