7×7

con

Arsenio Siani

7×7, “7 domande per 7 risposte”, il format nato dalla sintesi di due idee: l’una di Giuseppe De Nicola, direttore editoriale di SCREPmagazine e l’altra dell’inviato di SCREPmagazine, il sottoscritto.

E proprio chi scrive ha messo piede a Modena per incontrare e intervistare Arsenio Siani presente, con le sue fatiche letterarie, a “Il Primo Festival dello Scrittore Emergente”, dedicato ai piccoli editori ed agli scrittori esordienti, svoltosi dal 29 Novembre al 1 Dicembre presso Modena Fiere in concomitanza di “Curiosa”, manifestazione che l’anno scorso ha registrato 38 mila ingressi e quest’anno sembra averli superati.

Abbiamo scelto Modena e non Siena, la città dove vive Arsenio, perché noi di SCREPmagazine siamo “gente curiosa”, abbiamo l’attitudine alla curiosità, “fondamentale” come scrive Paul Silvia, docente di psicologia alla University of North Carolina a Greensboro (Stati Uniti), “per la specie perché motiva la gente a imparare“.

E noi vogliamo continuare ad imparare e ad accrescere le nostre conoscenze per il gusto di sapere, per l’interesse verso il mondo, le sue espressioni artistiche e culturali e per controbilanciare, così, sentimenti negativi come l’ansia e la paura, che sembrano voler dominare l’attuale momento storico.

E per appagare un segmento della nostra curiosità abbiamo scelto “Curiosa” con il suo primo Festival dello Scrittore Emergente per poter osservare, di soppiatto, il nostro Arsenio Siani mentre pubblicizza le sue fatiche letterarie, ammirare i tesori architettonici di Modena, la mistica bellezza del suo Duomo, lasciarci affascinare dall’ingegno modenese con le sue Ferrari e Maserati e dal suo ottimo aceto balsamico, squisito condimento ottenuto dal mosto d’uva cotto, invecchiato a lungo in botti di legno.

Ed eccoci in “Curiosa” di Modena Fiere, nello spazio del Festival, un padiglione da 1500mq, di sabato 30 novembre, avvolti dal colore dominante dell’evento, il magenta, un colore giovane ed in perfetta sintonia con il mondo dei poeti, degli scrittori, degli editori emergenti.

Un immenso e meraviglioso colpo d’occhio di cultura!

Ed ecco il nostro Arsenio, padrone del suo spazio, fiero ed orgoglioso della suo “Le nostre tracce”!

Non lo disturbiamo, giriamo al largo ma continuamente lo osserviamo e “di soppiatto lo spiamo”.

Parla, discute, scrive, si accalora, cerca con lo sguardo qualcuno…sa che saremmo stati da lui, non ci vede!

In silenzio gli arrivo alle spalle, quasi si spaventa, si ricompone quando gli dico…

”Ciao, sono Vincenzo Fiore”!

Una calda e forte stretta di mano, e gli porgo le 7 domande fremente di ottenere le sue 7 risposte.

E riprende a scrivere bigliettini e pensieri in libertà che regala ai visitatori…

Il suo sguardo è una calamita.

Appena incrocia un passante lo ferma, gli parla…e un altro “Le nostre tracce “ è venduto…

Secondi, minuti, ore intense e proficue quelle di Arsenio… incroci di sguardi e sorrisi d’intesa per restituire quella magia alla scrittura.

Un caffè…e mi consegna le risposte.

 1_ VF_ In poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

AS_ Sono Arsenio Siani, counselor, coach e docente di scrittura creativa.

Amo tutto ciò che ha a che fare con la crescita personale e il miglioramento di sé.

Ho una passione viscerale per la cultura, leggo decine di libri ogni anno, mi piace molto l’arte e mi documento su ogni materia che possa suscitare il mio interesse.

Poi c’è la scrittura, che ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella mia vita.

Scrivo da sempre, sono nato con la penna in mano.

La mia mente va veloce e la scrittura mi ha sempre aiutato a cristallizzare il mio pensiero, osservarlo dall’esterno e valutarlo obiettivamente.

Anche la scrittura ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di evoluzione e cambiamento.

2_VF_ Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

AS_ Scrivo dovunque anche se prediligo scrivere in casa, davanti al PC: tuttavia ho sviluppato la prassi di farmi guidare dall’ispirazione e di coglierla al volo quando arriva.

Così mi capita di scrivere al bar mentre bevo un caffè o su una panchina di un parco.

Un avventore entra nel locale, il suo volto mi ispira una storia: mi siedo ad un tavolo e butto giù qualche riga.

Oppure, mentre cammino, guardo l’orizzonte, e l’emozione che emerge mi spinge ad afferrare la penna e a riempire qualche pagina mentre sono per strada.

Può suonare un po’ bizzarra come pratica, lo so: a volte le persone mi guardano come se fossi un alieno.

Ma per me la scrittura è vita, e nasce nel dinamismo della vita quotidiana.

3_VF_ Quanto conta la conoscenza diretta della vita quando si racconta?

AS_Io scrivo di me, non potrei raccontare ciò che non so. Parlo della mia vita, nella speranza di far trasparire l’universalità di sentimenti, emozioni e storie.

Vorrei riuscire a percepire l’essenza del Tutto, e trasmetterlo agli altri.

4_VF_ Che messaggio hai voluto lanciare con il libro “Le nostre tracce”?

AS_ Le nostre tracce è un libro doloroso. Parla di un tema complicato, la violenza sulle donne, nella speranza di aiutare le persone a riflettere. Ovviamente è un testo che presenta molti cenni alla mia vita, alle storie di cui sono stato testimone ma la speranza è che la sua lettura consenta di pensare, di indignarsi, di soffrire anche.

Una sofferenza a fin di bene, che sproni all’azione, a dare un contributo.

Mi piacerebbe che le persone si chiedessero, dopo aver letto “le nostre tracce”“cosa posso fare io per contribuire a frenare questo dilagante fenomeno?”

 

5_ VF_ Esiste un libro che ha avuto una grande influenza sulla tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

AS_ Non ho un libro o un autore preferito, sono talmente tanti gli scrittori che mi hanno ispirato… Sento un legame forte coi libri di Erri De Luca, di cui sono un grande ammiratore, ma non disprezzo i classici, uno su tutti Dostoevskij. La sua capacità di raccontare la complessità dell’animo umano mi ha sempre affascinato.

Poi Raymond Carver, autore geniale, capace di narrare situazioni complesse con una prosa semplice e scorrevole. Solo un maestro può fare ciò.

Infine permettimi di suggerirti un libro, letto di recente, che mi ha letteralmente ossessionato.

Si chiama “Shantaram”, di Gregory David Roberts.

È uno dei libri più potenti che abbia mai letto. L’ho divorato in quattro giorni, sebbene abbia quasi millecinquecento pagine.

La capacità dell’autore di descrivere un ambiente estraneo e riportare il senso di sofferenza e redenzione di un uomo mi ha stupito.

Se mi chiedessi “quale libro avresti voluto scrivere”  ti risponderei senz’altro “Shantaram”.

 6_ VF_  Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre importante per te oppure la scrittura è solo una parentesi temporanea della tua vita?

AS_ Scrivere è parte della mia vita, non potrei mai smettere.

Ho un sogno, ovvero far diventare questa passione un mestiere.

Vorrei vivere di scrittura: so che non è facile, ma è mio dovere provarci.

L’importante è essere consapevoli di aver fatto tutto il possibile per raggiungere quell’obiettivo.

Se poi quel sogno non dovesse realizzarsi vorrà dire che non era destino.

L’importante, nel frattempo, è scrivere, scrivere, scrivere.

7_VF_ Quanto è importante la promozione per il successo di un libro?

AS_ È fondamentale promuoversi.

Presentazioni, fiere del libro, organizzare eventi e le pagine dei social.

Non amo molto quest’ultimo canale che cerca di racchiudere in un post il senso di un libro e il messaggio che vuole trasmettere ma lo uso.

Prediligo però le presentazioni, mi piace guardare le persone negli occhi, incuriosirle, stimolare domande e riflessioni.

Arsenio Siani pareva condannato a una vita da impiegato.

I suoi studi, le persone intorno a lui, il lavoro già ben avviato erano come un treno inarrestabile su cui era salito.

C’era una cosa che sin da bambino però lo appassionava più di ogni altra: scrivere storie inventate.

Il suo esordio avviene nel 2013 con “Roba degli altri mondi”, pubblicato con “Officine Editoriali” e giunto in finale al concorso letterario “Penna d’Autore” del 2014.

Nel 2015, sempre per i tipi “Officine Editoriali”, ha pubblicato ”Il prezzo della conoscenza”, sequel di “Roba degli altri mondi” .

Nel 2016 viene pubblicato il terzo ed ultimo capitolo della trilogia “i maestri” per “Montecovello” dal titolo “Fuga dagli altri mondi”.

Le sue due ultime pubblicazioni, “Quello che le donne non dicono”  pubblicato con “Titani Editori” e “Le nostre tracce” per “Accademia edizioni”, si propongono di affrontare il tema della violenza di genere.

“Le nostre tracce” ha ricevuto la menzione d’onore alla biennale “Impavidarte” nel giugno scorso.

Sempre nel 2016 Arsenio Siani diventa docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università Popolare di Siena, città in cui vive da 15 anni.

Oggi svolge la professione di counselor e coach e i suoi corsi di scrittura creativa sono molto seguiti e apprezzati… e ben presto saranno organizzati “in giro” con l’organizzazione e il supporto di Accademia…

 Vincenzo Fiore

Ecco il link dove poter acquistare il libro di Arsenio Siani “Le nostre tracce”:

https://screpmagazine.com/prodotto/le-nostre-tracce-di-arsenio-siani/

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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