La Senatrice a vita Liliana Segre è vittima di ripetuti ed ignobili insulti, frutto della dilagante stoltezza di menti in preda al delirio.

Si auspica che tali accadimenti incresciosi siano riconducibili alla pochezza d’intenti e alla superficialità imperante, appartenenti ad una limitata ed inetta cerchia di anime desolate.

La potenza della memoria collettiva, che tocca costantemente le corde dell’unanime sensibilità, è ben altra faccenda.

Non basterebbe una vita intera per capire.

Non esiste un motivo ammissibile, non uno accetabile, men che mai si intravedono barlumi di ragionevoli moventi.

Le cose che non capiamo subiscono gli effetti di un interminabile esilio presso gli angusti, spopolati e sperduti anfratti della memoria.

E se dopo tanto tempo ci fermiamo anche solo per un istante a ricordare, non vuol dire affatto che abbiamo finalmente compreso.

Significa piuttosto sperare che la puntuale rimembranza, accompagnata da una buone dose di conoscenza, conceda almeno ai nostri figli il privilegio di pervenire, prima o poi, ad anelate risposte.

Persino l’angolo più recondito del lager di Auschwitz urla dolore e rabbia.

Qualcuno, a distanza di molti anni, annientato nell’animo da un vuoto incolmabile, probabilmente, avrebbe scritto così :

“Ho un segno sul braccio,
ha odor di carcasse
e la consistenza
di un greve fardello,
mi hanno marchiato
e condotto alle masse,
al pari d’un bue
destinato al macello.

Ho un segno sul braccio
che evoca orrore,
l’esilio forzato,
l’immonda sciagura,
l’estrema esigenza
d’un cenno d’amore,
i sogni vaganti
al di la’ delle mura.

Ho un segno sul braccio
che tollero a stento,
vorrei cancellarlo
con acqua e sapone,
l’infausto ricordo,
congiunto al tormento,
induce il pensiero
alla sua rimozione.

Ma nulla io scordo,
le salme, le ossa,
la gran tenerezza
nel dirmi ” ti amo”,
un attimo prima
che fosse svestita
e che avesse fine
la sua breve vita”. 

Maria Cristina Adragna

2 Commenti

  1. Questi versi sono meravigliosi. Ho avuto un brivido. Mi sono accostato da poco alla lettura degli articoli su questo blog, un blog che non conoscevo e devo dire che Lei, gentile signora, mi ha colpito in modo particolare perché da un tocco di bellezza e di profondità a tutto quello che scrive. Complimenti alla Direzione di questa piattaforma virtuale perché sa riconoscere il talento e lo mette a disposizione di chi ama leggere ed imparare.

  2. Signor Carlo, grazie di vero cuore. SCREPmagazine è una bellissima realtà che sta crescendo molto bene, anche grazie all’interesse di tanta gente che come Lei ha la bontà di dedicare del tempo alla lettura delle nostre produzioni. Continui a seguirci assiduamente e grazie ancora

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