“Come uccidono gli eredi “è un romanzo di Jessica Goodman, autrice bestseller del New York Times, traduzione dall’inglese a cura di Emanuela Foglia, edito Fanucci Editore.
Una storia ambientata tra i meandri accademici e società segrete, abilmente delineati da personaggi da scoprire nella loro cruda realtà identitaria.
“Il ballo del Club degli Eredi non si era mai concluso con un omicidio, ovviamente. Di solito, i maggiori rappresentanti dell’Elite di New York terminavano la serata in qualche elegante party privato aspettando l’alba. Poteva trattarsi di una notte intera in una villa a Bronxville, di un falò sulla spiaggia in una vasta tenuta a Southampton di una festa con luci stroboscopiche in un loft di Ridgewood.
Quest’anno i candidati avrebbero dovuto recarsi in una villa di campagna nella Hudson Valley a bordo di una flotta di Suburban. Ma il programma era saltato, con il corpo e tutto il resto.”
Un delitto, un presunto colpevole con le mani macchiate di sangue e un viaggio a ritroso dei giorni precedenti il delitto che conduce il lettore in un viaggio introspettivo non solo dei personaggi, ma di una società rappresentata dalle così dette “buone famiglie” che di buono hanno solo le apparenze, dalle vite perfette che corrispondono a copioni ben definiti a cui non ci si può sottrarre.
L’autrice nella descrizione dei fatti sviscera senza filtri una società abbietta e crudele nel suo intimo divenire, anche se i protagonisti sono la parte benestante e perbene di New York, dove si inneggia alle apparenze, alle convenzioni sociali e al successo, tutti elementi che diventano gabbie del lato oscuro dell’individuo, costretto a palesare ciò che non è a discapito di sé stessi e originando così malesseri che non si sa come possano sfociare. Una costrizione emotiva che tutto è tranne che libera espressione individuale e sociale.
Il Club degli Eredi: un club ambito e privilegiato, con la sua ammissione si acquisiscono privilegi e ricchezza, ma questo ambito privilegio è riservato a pochi, solo coloro ritenuti degni di ammissione, rampolli di nobile casata e ceto sociale elevato. Ma quando un evento imprevisto come l’ingresso in questo club esclusivo di una studentessa del Queens, tutto stravolge. Il caos si insinua repentino scombinando quei tasselli fino a quel momento ben assemblati.
Così il quieto vivere dell’elite della Grande Mela è scombinato da eventi inaspettati che nell’evolvere dei fatti farà emergere i segreti di tutti, in un costante e progressivo aumento di intensità che condurrà il lettore ai risvolti drammatici del caso, in una avvincente narrazione che intreccia menzogne e vita di tutti i giorni in un contesto dell’alta società neyorkese che diventa protagonista silente, o forse non così silente, con i protagonisti del romanzo, che diventano vittime essi stessi della ricerca della verità, quella verità che si impone in modo caleidoscopico, estrapolando la verità di chi si muove solo per sottomettere come figura di leader e la verità di chi mente, come abile manipolatore che dietro una maschera dolce e cortese cela inganni mirati al controllo e al potere, creando così dipendenza a vittime inconsapevoli. Una magistrale illusione che si può trasformare in tragiche realtà.
Simona Trunzo
