Forse mi dimenticherai.
Lo scorrere del tempo ti aiuterà:
altri sguardi, altri sorrisi
desteranno un sussulto nel tuo cuore.
Un altro sole ti scalderà.
Altre piogge, altre lacrime bagneranno il tuo volto.
Altre brezze si confonderanno
con i tuoi sospiri
ed io non sarò più per te che un nome, un’ombra.
O forse un giorno,
quando cercando te stessa
avrai ancora affondato le mani nella vita,
quando sarai finalmente convinta
che chi sei è dentro di te,
non fuori, non nei corpi più belli,
non nei paesaggi profumi sapori più splendidi,
ma dentro di te,
forse allora mi ricorderai
e saprai che ciò che vedesti specchiato nei miei occhi
fu quel luogo recondito.
Ciò che svelammo un attimo insieme
fu noi stessi.
E fu il sussulto più dolce, più vero.

Allan Riger- Brown

La nostalgia di un passato dove l’amore faceva superare ogni difficoltà è il tema nominante di una bellissima canzone di Rino Gaetano dal titolo “A mano a mano” .

Il testo parla di un amore ormai finito.

La rottura non è recente, le parole “quel dolce ricordo sbiadito dal vento” lasciano intendere, che di tempo ne sia passato.

I due vivevano insieme e anche se non si trovavano in una condizione ottimale, si amavano tanto da non cercare null’altro che l’amore, “non c’erano soldi ma tanta speranza”.

Il rapporto affettivo così gratificante, meraviglioso e immutabile si rivela però fragile alla prova del tempo.

L’entusiasmo e la forza che rendeva invincibile i due innamorati, lasciano il posto alla noia e l’indifferenza.

Com’era bello vivere il sentimento con la passione degli amanti, con la ricerca dell’altro, senza pensare al futuro, con la gioia di un presente felice.

Anche se la paternità della canzone spetta a Riccardo Cocciante, che incise il brano nel 1978, il grande successo di “A mano a mano” è dovuto alla versione di Rino Gaetano.

C’è un leggenda, raccontata da Ferzan Özpetek, che narra che nel bel mezzo di un concerto il cantautore calabrese avesse intravisto la sua ex fidanzata andare via.

Forse a causa d’un ricordo improvviso, Rino Gaetano cominciò a cantare quella canzone.

Canzone che Ozpetek nel 2014 utilizzerà la canzone per un suo film: “Allacciate le cinture” , interpretato da Kasia Smutniak e da Francesco Arca.

Interpretazioni diverse dello stesso brano.

Malinconico e lento quello di Cocciante, quasi conscio che tutto sia davvero finito.

Si accompagna al suo immancabile pianoforte.

Rino Gaetano ne fa invece un andamento rockeggiante,  con la batteria in primo piano.

Una voce graffiante, in un ritmo musicale quasi speranzoso, nelle parole finali di “l’ amore è tornato da te “…

Tra le due versioni mi piace ascoltare quella del mio conterraneo il grandissimo Rino Gaetano.

Non è sufficiente una fine tragica a consegnar un artista alla storia della canzone italiana.

Ma se questo artista aveva anche una grande carica di genialità, se era riuscito ad imporsi rapidamente con il suo stile ironico e scanzonato… allora sì, quest’artista poteva lasciare una traccia nella musica italiana.

Allora la prematura scomparsa diventa occasione di rimpianto, per quello che l’artista avrebbe potuto ancora regalare al suo pubblico.

La notte del 2 giugno 1981, all’incrocio tra via Nomentana e viale XXI aprile la macchina di Rino Gaetano si scontra con un camion.

Cinque ospedali rifiutano il ricovero del cantante per mancanza di posto. Gaetano muore a 30 anni, pochi giorni prima del suo matrimonio.

Una fine tragica, dicevamo.

E beffarda, perché in una delle sue prime canzoni narrava la storia di un giovane che, a seguito di un incidente automobilistico, non trovava un ospedale che riuscisse a ospitarlo. Una fine in contrasto con una vita e una produzione artistica gioiose e vitali.

Salvatore Antonio Gaetano era nato a Crotone,il 29 ottobre del 1950 e si era trasferito a Roma da ragazzo con la famiglia.
Gli anni ’70 sono stati, il decennio dei cantautori. La maggior parte riteneva doveroso essere “impegnati”, lanciare un messaggio politico e sociale ben preciso. Altri esploravano la vena intimistica e sentimentale. Ma tutti avevano in comune il fatto che si prendevano tremendamente sul serio forse solo Renato Zero costituiva un’eccezione.
Rino Gaetano si è distinto da tutti. I suoi testi esplorano sia la realtà sociale sia quella personale e sentimentale, ma in modo particolare: sono leggeri ma non superficiali, ironici. Abbiamo così canzoni sempre moderne, che anche tra le nuove generazioni trovano un pubblico di affezionati che le riscoprono e le cantano (con una chitarra, intorno ad un falò, sulla spiaggia). Rino Gaetano, del resto, è uno dei pochi cantanti che ha ispirato cover band che si esibiscono con i pezzi del suo repertorio…

La sottile intelligenza di Gaetano ha per bersaglio preferito le ipocrisie, i luoghi comuni, la superficialità, l’arroganza.

Il riso si fa amaro quando arriva la consapevolezza che le miserie morali sono diventate un’abitudine, che le sofferenze vere sono sepolte dall’indifferenza.

Angela Amendola 

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