In questi anni di diffusione dei social, usiamo spesso la parola amico.

Basta un click del telefonino o del pc per diventare amici.

Cos’è l’amicizia?

L’amicizia è quel sentimento che nasce tra persone che hanno interessi comuni, valori e ideali che condividono.

Nello sviluppo del bambino, l’amicizia è importante perché consente di superare la fase egocentrica, nell’adolescenza si rafforza e il rapporto di amicizia potrebbe anche vivere crisi di gelosia.

Non tutte le forme di amicizia raggiungono lo stesso gradi di partecipazione e condivisione, ci sono amicizie che nascono per condividere qualcosa come una meta da raggiungere, un viaggio da fare insieme.

Altre amicizie sono più comunicative e comprendono lo scambio di idee, di opinioni, di notizie desunte dal mondo esterno.

La forma più intensa di amicizia è quella per cui si condivide qualcosa di sé, del proprio mondo interiore, ci si confida in modo da coinvolgere emotivamente l’amico nel proprio destino.

Di amicizia si parlava già nell’antichità, chi di noi non ricorda, anche solo per averla studiata ai tempi della scuola, l’amicizia tra Achille e Patroclo raccontata nell’Iliade?

Chi però, ha trattato il problema in modo puntuale e rigoroso è stato Aristotele che, negli scritti di etica, si soffermò, in pagine bellissime, proprio sull’amicizia.

Il fine della vita, per Aristotele, è la felicità, felicità che non si manifesta in un’unica forma ma assume forme diverse a seconda degli individui; per arrivare alla felicità, l’amicizia ha un ruolo molto importante.

Essa, per il filosofo, nasce e si sviluppa nelle relazioni sociali ed è una via di mezzo tra l’adulazione e l’ostilità; l’amico non ha bisogno di adularci e dire sempre sì, nemmeno deve esserci ostile, deve essere sincero, lodare o criticare con obbiettività.

Se l’altro è un vero amico, sentirà una comunione di animo e di pensiero che lo renderà capace di accettare le critiche.

L’amico non è colui che ci è utile, né chi ci rende piacevole la vita; l’amico sarà utile a volte, piacevole a volte ma la vera amicizia è un sentimento ricco di familiarità, affetto, reciprocità, uguaglianza, libera scelta.

L’amicizia va coltivata con cura come tutte le cose che amiamo e che vogliamo durino nel tempo.

E, inoltre in una vita compiuta: come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno, così un solo giorno o un breve periodo di tempo non rendono beato e felice nessunoE. N. I. 

Così Aristotele, ma dell’amicizia scrissero molti altri autori.

Anche Cicerone, autore latino, scrisse il dialogo “Laelius de amicizia” , in cui l’amicizia è descritta come un piacere che viene dal cuore e non bada all’eloquenza e all’intelligenza ma acquista più valore se esalta le virtù individuali e civili.

L’amico, per Cicerone, non ci chiederà mai di agire male per ottenere qualcosa ma cercherà di trasmetterci virtù, fermezza ed “humanitas”.

L’amicizia viene raccontata in molti romanzi ma anche in molte canzoni come quella che ha dato il titolo a questi miei pensieri.

Pochi giorni fa, Papa Francesco, in un incontro con gli scout europei ha detto, e lo trovo condivisibile, che non troveremo la felicità nel telefonino né nell’ultima App che vi aggiungeremo, ma solo nell’incontro reale con l’altro.

E quale incontro è più dolce e più piacevole di quello con un amico?

Chiudo con le belle parole di Epicuro che purtroppo oggi suonano un po’ stonate “L’amicizia trascorre sulla terra, annunziando a tutti noi di destarci per darci gioia l’un l’altro”.

Il mondo capovolto…ci vorrebbe un amico!

Gabriella Colistra

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