Ci vorrebbe il mare

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Chi nel corso della propria esistenza non ha mai avuto momenti di disperazione, quando non sembra che ci sia una via di uscita o una possibile soluzione ad un problema che ci attanaglia, quando si vede solo un tunnel buio davanti a sé.

Ci si dibatte in improbabili vie d’uscita, il pianto e le forze sembrano abbandonarci, mentre il nostro cervello va in tilt e le condizioni psichiche ci portano a valutare anche soluzioni estreme.Ed ecco che piombiamo nella disperazione.

Chi tra di voi non ha mai avuto una fase così? Chi dopo una storia d’amore, perdendo l’amato non ha attraversato questi stadi negativi della propria esistenza ?

Chi davanti ad una diagnosi medica senza speranza, sia personale che di persone a cui si vuole bene, non è piombato nella più cupa angoscia?

Tanti possono essere i motivi, gli effetti scatenanti di questo stato d’animo. Percepire lo stato di disperazione dell’altro, è una delle capacità empatiche riservate a pochi.

Le piante, che noi riteniamo essere inanimate percepiscono il dolore, la disperazione del simile che ad esempio viene divorato dalle fiamme.

Così anche nel regno animale questa capacità è percepita. In questi momenti è molto importante dare un aiuto a chi attraversa questi stati d’animo ma, non è detto che non si possa riuscire da soli a superare queste difficoltà.

Quale migliore alleato vi può essere in questa fase se non il mare? La sua immensità, la sua forza, la sua calma, le sue tempeste, ci portano ad attivare quelle soluzioni che sono ideali a noi.

Quanto ho dedotto è frutto dall’analisi del testo di Marco Masini “Ci vorrebbe il mare”.

“Ci vorrebbe il mare” è una bella canzone di Marco Masini del 1990.

Il brano, uscito nell’album di debutto dell’artista, canta il dolore di un innamorato che viene lasciato dalla sua amata e cerca consolazione a questo dolore nel mare, con le sue onde, le sue tempeste, il suo sale e il suo eterno movimento.

“Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi,
mentre si cammina verso un punto che non vedi.
Ci vorrebbe il mare su questo cemento,
ci vorrebbe il sole col suo oro e col suo argento.
E per questo amore, figlio di un’estate,
ci vorrebbe il sale per guarire le ferite,
dei sorrisi bianchi fra le labbra rosa,
a contare stelle mentre il cielo si riposa.
Ci vorrebbe il mare per andarci a fondo,
ora che mi lasci come un pacco per il mondo.
Ci vorrebbe il mare con le sue tempeste,
che battesse ancora forte sulle tue finestre.
Ci vorrebbe il mare sulla nostra vita
che lasciasse fuori, come un fiore, le tue dita
cosicché il tuo amore potrei cogliere e salvare.
Ma per farlo ancora, giuro, ci vorrebbe il mare.

Ci vorrebbe un mare dove naufragare,
come quelle strane storie di delfini che
vanno a riva per morir vicini e non si sa perché,
come vorrei fare ancora, amore mio con te.
Ci vorrebbe il mare per andarci a fondo
ora che mi lasci come un pacco per il mondo.
Ci vorrebbe il mare con le sue tempeste
che battesse ancora e forte sulle tue finestre.
Ci vorrebbe il mare dove non c’è amore.
Il mare in questo mondo da rifare.
Ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare”

E’ il mare l’assoluto protagonista di questa canzone. Il mare come riscatto per una storia d’amore conclusa.

Il mare che nel testo compare poco alla volta, con una immagine lieve dell’acqua che “accarezza i piedi”, fino ad esplodere in tutta la sua forza arrivando al ritornello.

Tramite questo mare, Masini vorrebbe quasi capovolgere il destino, trovare piccole parti di coraggio.

Il mare è, da sempre, simbolo di sicurezza, di forza e di nascita, o, per meglio dire, di ri-nascita (“questo modo da rifare”).

Alcune immagini di forza e prepotenza marina del testo rimandano direttamente ad un poeta come D’Annunzio ed al suo naturalismo.

Ci colpisce la forza di una natura che sommerge tutti, ma nello stesso momento faccia individuare le dita dell’amato per poterla salvare.

Non sembra nemmeno colpevolizzare la sua partner per averlo lasciato “come un pacco per il mondo”.

La canzone si può paragonare con alcuni punti della poetica di Leopardi.

La natura, nel poeta , è vista come un riscatto, unica entità in grado di dare felicità.

Masini qui cerca proprio nel mare, ed in tutto quello che rappresenta, una soluzione. Incredibilmente allusivo è, inoltre, il verso “ci vorrebbe un mare dove naufragare”, che ci fa tornare alla mente il “naufragar m’è dolce in questo mar” di leopardiana memoria.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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