Care donne,

vi auguro armadi pieni di abiti a fiori, lucine sempre fisse sull’albero della vita e pane caldo in tavola da cui rubare un morso prima di ogni pasto.

Vi auguro di non dimenticare mai l’ombrello nei giorni di pioggia, un paio di guanti nuovi che proteggano dal vento le carezze, qualcuno che vi sistemi i capelli dietro le orecchie prima diun bacio sul collo.

Vi auguro di avere sempre tempo per fare colazione, di abitare in un paese da cui si possa raggiungere il mare, di trovare un posto in cui sia facile sentirsi a casa, quando casa è lontana.

Vi auguro di indugiare in una stazione o in un aeroporto almeno una volta l’anno, guardare il tabellone luminoso delle partenze e con calma imbarcarvi per un viaggio.

Vi auguro un bicchiere di vino rosso con la zucca, un barista di fiducia che il caffè sappia farlo a mestiere, vi auguro di non dire mai: “Ti amo più della mia vita”.

È giusto di un padre verso un figlio, di una madre verso la creatura che mette al mondo.

Non di una donna verso un uomo, né di un uomo verso la sua donna.

In quel “più di me, più della mia vita” cominciano i problemi.

Vi auguro una biblioteca a pochi passi da casa, di non svegliarvi mai troppo tardi al mattino, di non restare in pigiama troppo a lungo e una fetta di torta al cioccolato ogni domenica.

Auguro cuscini morbidi a chi ama la sofficità e cuscini rigidi a chi, come me, li preferisce più compatti.

Vi auguro di dormire di pancia, serenamente e qualcuno che passi a prendervi di notte per ballare sotto la pioggia.

Vi auguro una barzelletta che sappia farvi ridere tutte le volte come la prima.

Vi auguro un fratello con cui passeggiare alle sei di ogni pomeriggio, un’amica che vi tenga al telefono per ore e un paio di scarpe comode.

Vi auguro di imparare una parola nuova al giorno, che la TV trasmetta il vostro film preferito, un cane o un gatto che vi riempiano di baci per il solo fatto di essere ciò che siete.

Più di ogni altra cosa, io vi auguro di avere uno scopo, un sogno alto, che sia soltanto vostro e, insieme a quello, l’ostinazione illuminata di chi, credendo di farcela senza alcun dubbio e alla fine, poi, ce la fa.

Angela Amendola

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui