Chi mi conosce sa che, oltre ad essere particolarmente appassionato di tecnologia, sono molto attento ai temi di ecologia e sviluppo sostenibile. Sono, perciò, sempre in prima linea – nel mio piccolo – nella lotta contro gli sprechi di risorse e l’inquinamento, di qualsiasi tipo esso sia.

Stamattina mi sono imbattuto in una statistica (tra le tante) molto preoccupante, in particolar modo per il nostro Paese. Si parla di inquinamento dell’aria e degli effetti che causa sulla popolazione.

Secondo i dati recentemente pubblicati dall’European Environment Agency, questo tipo di inquinamento è particolarmente importante non solo nei Paesi in via di sviluppo, ma anche in regioni economicamente sviluppate come l’Europa.

Il grafico qui sopra mostra il numero di morti premature per danni attribuibili alle polveri sottili (in particolar modo si fa riferimento alle PM 2,5) nel gruppo di Paesi EU28; i dati si riferiscono all’anno 2015.

Anche se in termini relativi alla popolazione totale il nostro Paese va meglio di altri come Bulgaria e Romania, il dato assoluto non è molto confortante; nel 2015, infatti, sono morte prematuramente 60.600 persone in Italia per danni causati dall’inquinamento, che equivale a dire che nella classifica generale siamo al secondo posto in Europa.

Il tema ambientale è un tema serio su cui occorre riflettere e, soprattutto, operare. Bisogna abbracciare in modo responsabile ogni tipo di iniziativa (raccolta differenziata, riciclo, acquisto di veicoli elettrici o ibridi) che miri a migliorare le condizioni del nostro pianeta e – di riflesso – di tutti i suoi abitanti.

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