Benvenuti a scuola!

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La scuola riapre dopo la pausa natalizia nonostante la pandemia stia galoppando con numeri impressionanti.

Il Governo ha adottato la strategia del “tutto libero“.

Senza voler polemizzare se tale scelta sia stata presa per rispondere, prevalentemente, ad una motivazione economico-politica, di fatto i cancelli degli istituti scolastici di ogni ordine e grado sono stati aperti.

Ma, oramai lo abbiamo imparato tutti, dopo due anni di incubo, che i luoghi chiusi sono pericolosi, nessuno escluso.

Ma com’è vissuta la scuola in questo periodo dagli studenti, dai docenti, dalle famiglie?

Cos’è diventata la scuola?

Purtroppo di Covid si muore anche in età scolare. Questo non è terrorismo psicologico.

È una realtà dolorosa, nuda e cruda.
Mentre il Covid-19 non mostra segni di resa, le aule scolastiche si ripopolano… ma, ahimè, con gli stessi problemi di sempre.
La musica, insomma, non cambia. Diverse cose andavano sistemate, tante promesse non sono state mantenute. 

Prima di elencare le problematiche più scottanti che ruotano attorno agli ambienti scolastici, mi piace condividere con il lettore una riflessione di Papa Francesco secondo cui “La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono complementari, e dunque è importante che collaborino, nel rispetto reciproco“.

Se questa è scuola…

1) Aule piccole con una risicata distanza di sicurezza.
2) Assenza del sistema di areazione.
3) Docenti con mascherina Ffp2 con oggettiva difficoltà quando devono svolgere il proprio compito. Non è affatto facile parlare per 5 ore con un dispositivo di sicurezza inamovibile.
4) Alunni con mascherina Ffp2 e igienizzante a portata di mano, prigionieri nel proprio banco.
5) Socialità ridotta al lumicino: gli alunni e i docenti possono solo comunicare con gli occhi. Intervallo blindato.
6) Aule freddissime in inverno inoltrato: finestre e porte aperte.
7) Professori e alunni congelati costretti ad indossare cappelli e cappotti, plaid.
8) Lo Stato non fornisce la mascherina (0,75 prezzo).
9) Servizi igienici usati da tutti gli alunni con possibilità altissima che un eventuale contagio si propaghi indisturbato.
10) Docenti costretti a fare lezione, contemporaneamente, a ragazzi in presenza ed a ragazzi che seguono da casa. È davvero molto complicato soprattutto per quelle discipline che necessitano di una parte pratica. È questo l’inferno della dad/did.
11) Sentimento dominante in classe: la paura di essere contagiati e di portare a passeggio il Covid nella scuola e fuori, soprattutto nelle famiglie dove ci sono i nonni che sono persone fragili ed hanno bisogno dell’affetto dei nipoti.

Questa è la scuola moderna in piena pandemia.

Voglio terminare questo scritto con una frase di Papa Francesco:
E per favore… per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola! Grazie“!.

Piera Messinese

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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