I nostri auguri a Gigi Riva

Auguri, caro Gigi Riva, per i tuoi 75 anni!

Auguri, campione ed esempio di passione sportiva e grande simbolo di un grande popolo, il popolo sardo.

Auguri a te, “hombre vertical“ di Gianni Mura, “Rombo di tuono“ di Gianni Brera, incubo dei migliori portieri da Zoff ad Albertosi a Cudicini, uomo che tanto avresti ancora dato al calcio italiano e mondiale in termini di esperienza e rigore, se non fosse stata per quell’ansia che ti martoriava, complice la maligna e devastante depressione.

Auguri a te, campione, che hai sempre rifiutato per l’amore della tua Sardegna offerte stratosferiche per quei tempi.

Auguri a te, uomo di calcio, di sport, di lealtà e di grande umanità.

Auguri a te, ancora, con l’auspicio che la Rai, nonostante il tuo essere schivo e riservato (hai sempre voluto essere fuori dai rumori delle copertine e dei mass media) possa dedicarti delle serate che facciano comprendere ai ragazzi che cos’è un campione d’uomo.

Alcune – poche – notizie per i più giovani…

Luigi Riva è nato a Leggiuno, sulle rive del Lago Maggiore.

La madre – Edis – era casalinga, il padre – Ugo – ha lavorato come parrucchiere e poi come sarto.

A nove anni Luigi perse il padre a seguito di un infortunio di lavoro in una fabbrica della zona: il 10 febbraio 1953 un pezzo di metallo, staccatosi da un macchinario, lo colpì allo stomaco.

La madre trovò lavoro in filanda e arrotondava facendo le pulizie nelle case, mentre Luigi fu mandato in un collegio religioso lontano da casa.

In seguito dichiarò: «In collegio erano molto severi, ci obbligavano a pregare e solo allora ci davano il pane per mangiareci umiliavano perché eravamo poveri e allora più di una volta scappai».

Quando anche la madre morì, la sorella Fausta gli fece da madre.

La carriera di Gigi Riva inizia con la squadra del Legnano (serie C); il passaggio al Cagliari arriva presto, grazie al buon fiuto del presidente sardo che si assicura l’ingaggio del fuoriclasse.

Riva gioca con il Cagliari 13 campionati consecutivi: nel 1963-64 porta il Cagliari dalla serie B alla massima categoria.

In serie A realizzerà 156 reti in 289 partite: una media superiore a 0.5 goal a partita.

Le più belle imprese di Gigi Riva sono legate alla maglia azzurra dove il suo potentissimo tiro mancino ha fatto sognare i tifosi di tutto il Paese; i successi più importanti ottenuti in azzurro sono il titolo Europeo del 1968 e il secondo posto ai mondiali in Messico del 1970.

Il periodo d’oro per Gigi Riva è quello che va dal 1967 al 1970: oltre a tre titoli di capocannoniere della serie A e ai già citati successi azzurri risalgono a questi anni: un secondo posto in campionato (1969, dietro la Fiorentina), uno scudetto (1970) e un secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro (1970, alla spalle del compagno di nazionale).

Ma questo triennio è per Riva anche quello più travagliato: si procura una frattura del perone sinistro (in nazionale nel 1967) e una frattura del perone destro (nel 1970 in nazionale, successivamente ai mondiali).

Termina la carriera nel 1976, in seguito ad un altro infortunio.

Gioca la sua ultima partita il 1° febbraio (Cagliari-Milan, 1-3).

Il 9 febbraio 2005, presso l’aula consiliare del Comune di Cagliari, il sindaco Emilio Floris gli concesse la cittadinanza onoraria.

La sera stessa, prima della partita dell’Italia contro la Russia giocata al Sant’Elia, il Cagliari ritirò per sempre la maglia numero 11, che fu consegnata a Riva da Rocco Sabato, l’ultimo giocatore rossoblù ad averla indossata, con una cerimonia alla quale parteciparono molti giocatori che con lui avevano conquistato lo scudetto della stagione 1969-70.

Il calcio mi diverte ancora – ha dichiarato Gigi Riva – registro e rivedo la sera, con calma, al culmine delle mie giornate in casa con figli e le nipoti, ne ho cinque e tutte femmine, e loro sanno che il nonno ha sempre un regalo tra le mani. Certo, il calcio è cambiato, ma c’è spazio e divertimento per tutti, da chi gioca per salvarsi a chi fa le Coppe. E poi che soddisfazione questo Cagliari. Alla gente dico: continuate ad andare allo stadio, ma comportatevi bene. Il calcio ne ha bisogno, per andare avanti“.

Gigi Riva ha due figli, Mauro e Nicola, cresciuti in Sardegna.

Auguri Campione da tutto lo Staff di SCREPmagazine…

Vincenzo Fiore

Articolo precedenteIl coraggio di Gaia (Parte 2a)
Articolo successivoLa saliera di Francesco I°
Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui