Più di 352 milioni di dollari per il primo capitolo cinematografico e ora gli uccelli arrabbiati sono tornati. 

Diventati famosi grazie al gioco finlandese targato Rovio Mobile, riecco sul grande schermo tutta la banda al completo con un nuovo nemico: Zeta.

Questa volta però sarà necessaria un’alleanza inaspettata proprio con i maialini verdi, rivali di sempre, che si riveleranno invece indispensabili sostenitori. 

Alla regia arriva Thurop Van Orman, che si dichiara entusiasta di aver partecipato ad un progetto che definisce ” completamente diverso” da tante pellicole pensate per i ragazzi.

Il primo Angry Birds trasportava il mondo dei videogame in quello del cinema, rispettando i canoni del gioco originale ; il secondo invece prende un’altra strada, miscela più generi, introduce altri personaggi, e soprattutto porta con sé un cattivissimo davvero interessante.

Uccelli e maiali si troveranno uniti loro malgrado nel tentativo di impedire la distruzione dei loro mondi e impareranno così ad andare oltre le loro differenze. 

Red, Chuck e Bomb, Grande Aquila e Silver sorellina di Chuck si uniranno insieme a nuovi personaggi e ai maiali Leonard, Courtney, e Garry. 

Dietro ad una storia apparentemente “leggera” si nasconde naturalmente una morale importante da insegnare ai bambini e perché no anche a noi adulti : non solo la classica “Unione fa la forza“, ma anche e sopratutto una profonda riflessione sulla capacità di relazionarsi e stabilire un rapporto armonioso anche con chi ci sembra completamente diverso da noi per cultura e stile di vita, modo di essere o di pensare.

Le diverse prospettive aiutano a raggiungere risultati a cui non si potrebbe arrivare da soli.

Inoltre, la pellicola fa leva sul valore della comicità, dell’ironia e del saper spingere sulle caratterizzazioni fisiche di ognuno e trarne sana ilarità senza prendersi troppo sul serio. 

In fondo poi quello che conta davvero è ciò che si conserva dentro l’anima e al cinema l’animazione degli ultimi anni non ha  fatto che spingere l’acceleratore sulla lotta alle apparenze e al culto della perfezione.

È fondamentale che i ragazzi di oggi sappiano quanto sia superfluo il perfetto e quanta ricchezza possa esserci nel confronto con il diverso. Ciò che ci rende uguali è importante ma ciò che ci ha fatti diversi è indispensabile. 

Sandra Orlando 

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