È necessaria molta pazienza, poiché la vita vi sorriderà saltuariamente.

Ci saranno giorni da rivangare con estrema gratitudine, altri li relegherete ai tristi margini delle esperienze fallimentari.

Ma abbiate cura di ricordare che, di qualunque natura siano le circostanze, non esisterà alcun avvenimento incapace di contribuire alla vostra crescita sostanziale.

Innamoratevi perdutamente e in ogni istante:

di una città, di un micetto in un cortile, di un motivetto ascoltato alla radio, persino del cielo plumbeo.

Non necessariamente, infatti, le cose degne d’amore devono essere belle.

Personalmente, a dire il vero, ho ceduto molto spesso agli effetti seduttivi delle imperfezioni.

Sono stata invaghita di un braciere arrugginito, della voce stridula di una donna non più giovanissima, dell’odore di naftalina che si sprigiona dai cassetti degli armadi dei vecchi, delle loro mani tremolanti, impietosamente deformate dalla tirannia degli anni.

Amare in nome della bellezza è così maledettamente banale! 

Voi, di contro, cercate di ambire alla vera essenza.

Non mutate con superficialità un’idea giusta, solo perché questo si potrebbe rivelare conveniente :

gli ideali da perseguire rappresentano i migliori caratteri distintivi della vostra identità. Non sviliteli giammai, smarrireste voi stessi.

Cibatevi costantemente degli encomiabili gesti altrui, e dopo averli fatti veramente vostri, siate l’incarnazione di un grande esempio da emulare.

Inalberatevi con chi vi ha procurato un dolore, inveite con disperata ferocia, se reputate che ciò sia necessario.

Ma state ben lontani dall’asperrimo sentimento d’odio.

Lasciate ai mediocri gli effetti nefasti del logoramento, dell’autocelebrazione, dell’arida superbia.

Siete venuti al mondo per diventare persone migliori, non di certo per cadere nelle subdole grinfie di presunzione, malvagità, vanterie.

Non abbiate timore di volgere lo sguardo alle vostre spalle.

Là dietro vi attenderà tutta la vita che avrete irrimediabilmente sbagliato e vi rammentera’ con tono perentorio, alla stregua di un genitore saggio, che s’apprende soprattutto da una defaillance.

Abbiate cura di documentarvi in merito a chi si espresse ancor prima che voi nasceste.

Il Presidente Sandro Pertini, per esempio, rivolgendosi ai giovani del tempo, apparve come un padre autorevole che elargisce ottimi consigli ai suoi ragazzi.

Egli, in un celebre discorso del 1985, seguitava a dire:

“Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile. Bisogna che la libertà sia unita alla giustizia sociale. Sono un binomio inscindibile. Lottate con fermezza, giovani che mi ascoltate, perché lottate per il vostro domani e per il vostro avvenire, ma siate sempre tolleranti.

Già, la tolleranza!

Quella smarrita chissà dove e chissà perché.

L’assenza di quella tolleranza che induce alla volgarità, alla persecuzione, al disprezzo, alla mancata accettazione di tutto ciò che appare diverso e di cui non si ha doverosamente contezza.

Evitate categoricamente, dunque, di smarrire la vostra rotta verso un porto sicuro, costituito da saldi principi morali e dalla ricerca del bene.

È così facile fare naufragio su una zattera di fortuna, ma non se il mezzo di navigazione è a prova di tempesta.

Non crediate che stia ostentando sicumera. La verità è che, tutto quello che ho pensato per voi, devo ancora impararlo anch’io.

Maria Cristina Adragna

Articolo precedenteIntervista a Gaetano Grillo
Articolo successivoGli effetti benefici dell’alloro
Maria Cristina Adragna
Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui