La mia simpatia per Jorge Lorenzo è (ri)cominciata con una smorfia.

Era il 2018 e aveva appena trionfato con la Ducati.

Era la sua terza vittoria con la Rossa di Borgo Panigale, dopo un avvio a dir poco complicato.

In sala stampa era in corso la conferenza post gara e io ero impegnato a scattare fotografie con la mia Reflex.

Accortosi che lo stavo immortalando, ha guardato dritto nell’obiettivo e ha fissato il momento con un ghigno beffardo (posto la foto come immagine di copertina).

Solo in quell’istante ho realizzato che dietro a un pilota all’apparenza scontroso si nascondeva un ragazzo simpatico o, per meglio dire, “normale”.

Vi parlo di Jorge Lorenzo perché qualche giorno fa il pilota maiorchino ha scioccato il paddock annunciando il suo ritiro dalle corse.

Va così in pensione, ad appena 32 anni, uno dei piloti più rappresentativi degli ultimi dieci anni in MotoGP.

Lorenzo è stato l’unico a battere Marc Marquez da quando il 93 corre nella massima cilindrata, cioè da sette stagioni.

È accaduto nel 2015, l’anno del famigerato duello fratricida tra Lorenzo e Valentino Rossi, concluso fra le polemiche con il successo del primo in un convulso pomeriggio a Valencia.

Il Mondiale del 2015 è passato agli annali come uno dei più burrascosi nella storia del motociclismo.

Valentino ha infatti accusato Marquez di avergli fatto perdere il Mondiale a vantaggio di Lorenzo rallentandolo apposta in un paio di gare, per poi lasciar vincere il connazionale nell’ultima corsa di Valencia, nella quale Vale era partito ultimo a causa di una penalità.

Un finale avvelenato, che ha diviso la platea ma sul quale non mi esprimo. Solo Marc, che ha sempre negato di aver avvantaggiato Lorenzo, conosce la verità.

La storia dice che a vincere il titolo fu il maiorchino.

Fu l’ultimo di cinque Mondiali, di cui tre in MotoGP.

I primi due li aveva conquistato in 250 con l’Aprilia.

In totale Jorge ha vinto 68 Gran Premi, correndo con Derbi, Honda, Aprilia, Yamaha e Ducati.

Alla casa di Borgo è approdato all’inizio del 2017, dopo un doppio lustro in Yamaha.

Con la Rossa ha vinto “solo” tre gare, impiegando quasi un anno e mezzo prima di salire sul gradino più alto del podio.

Da lì in poi, però, è stato un crescendo.

Ma ancora prima di aver rotto il ghiaccio con la vittoria, Jorge era già stato appiedato dai vertici bolognesi per mancanza di risultati.

Lui si era guardato in giro e aveva trovato nella Honda la sua nuova dimora. “Con Marquez formerà un dream team” dicevamo tutti.

E invece la stagione 2019 per Jorge è stata un calvario.

Complice alcuni gravissimi infortuni, che lo hanno tenuto fermo ai box per qualche GP, il numero 99 ha racimolato la miseria di 28 punti, quasi 400 in meno del suo compagno iridato!

In alcune gare ha chiuso con oltre un minuto di distacco dal vincitore.

Quasi doppiato insomma. I motivi dell’involuzione sono stato diversi, tra cui lo scarso adattamento a una moto “scorbutica” e, soprattutto, la paura di cadere facendosi ancora più male.

E così, giovedì scorso, Lorenzo ha convocato una conferenza stampa per comunicare la sua decisione di fermarsi per sempre.

È un addio o un arrivederci?

Speriamo in un arrivederci, perché già ci manchi PorFuera!

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui