“a tu per tu con…” Letizia Caiazzo

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Letizia Caiazzo

Presidente di Ars Harmonia Mundi

 Il mio “a tu per tu con…” di oggi vede come protagonista Letizia Caiazzo, Presidente di Ars Harmonia Mundi, nonché Artista, Poetessa, Saggista che incontro nel suo studio, spazio culturale dove le opere d’arte di diverse epoche e continenti dialogano in silenzio, prefigurando quell’armonia che la sua associazione persegue da oltre un decennio.

Da sempre Letizia Caiazzo ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di docente a generazioni di giovani. Molto attenta alle varie espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura.

Tale percorso eclettico e multivalente, le ha permesso e le consente tutt’oggi d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre ed Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà.

Dal 2014, infatti, Letizia guida con passione quieta e serena ma tenace Ars Harmonia Mundi, una realtà che pone al centro un’idea semplice nella sua verità profonda: la pace non è solo un trattato, è uno stato di armonia e benessere collettivo, da costruire giorno per giorno senza alcuna distinzione.

«La pace è un organismo vivente», esordisce Letizia, «che ha bisogno di nutrimento. E il nutrimento più potente è la bellezza. Non un’estetica sterile, ma quella bellezza che, come hanno intuito Platone e i Neoplatonici, è lo splendore del Vero e del Buono. O come scriveva Dostoevskij“la bellezza salverà il mondo”, se intesa come espressione di bontà e armonia.

Noi di Ars Harmonia Mundi lavoriamo perché attraverso ogni forma d’arte – musica, pittura, letteratura, teatro – le persone possano fare esperienza di questa bellezza ‘buona’, che commuove, unisce e disarma l’animo.»

«L’associazione – mi spiega – non organizza solo eventi, ma crea “ecosistemi di dialogo”: mostre che accostano artisti di culture in conflitto, concerti dove le scale musicali occidentali e orientali si fondono, reading poetici poliglotti.» «L’arte è il linguaggio universale che precede le parole e ne scioglie le rigidità. Quando condividi un’emozione estetica con qualcuno che consideravi “estraneo”, fai il primo, concretissimo passo verso la pace

E il discorso si allarga rapidamente.

Per Letizia Caiazzo, la promozione della bellezza e dell’armonia è indissolubile dalla difesa dei diritti umani e dalla salvaguardia dell’ambiente.

«Sono tutti aspetti della stessa armonia. Come posso apprezzare un quadro e restare indifferente di fronte alla violazione della dignità di una persona, o alla distruzione di un paesaggio?

L’ambiente è la ”casa comune” di cui parlava Papa Francesco, è il primo patrimonio che condividiamo. Conoscerlo, amarlo, proteggerlo è un atto di pace fondamentale. Promuoviamo progetti che leghino l’arte all’ecologia, alla cittadinanza attiva.»

Qui emerge con forza la sua esperienza di docente, maturata in oltre trent’anni di insegnamento.

«La scuola è il cantiere più importante. Da insegnante, ho sempre cercato di veicolare non solo nozioni, ma sguardi. Lo sguardo empatico verso l’altro, quello rispettoso verso l’ambiente, quello critico verso le ingiustizie. Insegnavo che la libertà e le agevolazioni di cui molti di noi godiamo non sono la normalità del mondo, ma una fortuna e, quindi, una responsabilità. I giovani sono naturalmente ricettivi a questo messaggio: vogliono costruire, non distruggere.»

Chiedo quali siano, nel concreto, le resistenze maggiori.

«L’individualismo e la paura. L’idea che la pace sia debolezza, e che occuparsi degli altri sia tempo sottratto a se stessi

«Noi opponiamo una testimonianza diversa: prendersi cura del bene comune, lottare per i diritti di tutti, è il modo più alto e gratificante di realizzare se stessi. È la felicità che nasce dal dono

Prima di congedarmi, le chiedo un messaggio finale per i pochi ma tanti lettori di ScrepMagazine.

Fissa un’opera alle pareti che rappresenta un volo di colomba.

«Ricordiamoci che siamo tutti interconnessi. Ogni nostro gesto di comprensione, ogni opera d’arte condivisa, ogni azione per l’ambiente, ogni lezione di rispetto è un filo che tesse una rete più forte dell’odio. Ars Harmonia Mundi continuerà a credere e a lavorare per questo: seminare bellezza per raccogliere pace. Perché, come ci ricordano gli antichi, “ex pulchritudine bonum” – dalla bellezza, il bene.»

Lascio l’incontro con la chiara e netta sensazione che per Letizia Caiazzo e per la sua associazione, la pace non sia un sogno ornamentale, ma un lavoro artigianale, quotidiano, che parte dal cuore e raggiunge il mondo attraverso la leva potente della bellezza e della cura.

E un decennio e oltre di azione ne sono la prova più tangibile.

Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

1 COMMENT

  1. Grazie di cuore per questa bella intervista. Mi hai messa subito a mio agio e le tue domande mi hanno permessa di raccontarmi con naturalezza, come in una chiacchierata tra amici. Ho apprezzato davvero la tua sensibilità e l’attenzione con cui hai accolto il mio lavoro e il mio sentire. E’ stato un piacere condividere un pezzo del mio percorso con te.
    Un caro saluto
    Letizia Caiazzo

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