Vincenzo Musacchio
Rischio mafia sui bonus edilizi.
Inchieste aperte, imprenditori indagati o agli arresti, ampie irregolarità nelle procedure per la cessione dei crediti di imposta per i bonus edilizi.
Ben 4 miliardi e 400 milioni di euro fuori dalle casse pubbliche senza alcun giustificativo sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza in Emilia-Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.
Siamo solo agli inizi di quella che il Presidente del Consiglio Draghi e il Ministro Franco definiscono la «truffa tra le più grandi della Repubblica»?
ScrepMagazine al riguardo ha voluto ascoltare il criminologo ed esperto di strategie di lotta alle mafie, Vincenzo Musacchio, anche in merito alla enorme crescita di imprese edili che si è registrata nel secondo semestre del 2021.
Fiore – Professore, lei pensa sia possibile che le mafie s’interessino ai vari bonus nell’edilizia?
Musacchio – Come dico sempre, le mafie sono interessate a tutto ciò che consente loro di lucrare. E sicuramente sono interessate all’affare dei bonus fiscali. Ci sono circa quaranta miliardi di euro in gioco che per i clan rappresentano una straordinaria possibilità di guadagnare tanto con pochi rischi. Esiste purtroppo in questo settore il problema dello scambio a ripetizione dei crediti che può avvantaggiare anche indirettamente il riciclaggio di denaro sporco delle mafie.
Fiore – In concreto come possono agire le mafie?
Musacchio – Acquistando ad esempio un credito e utilizzandolo per ripulire il loro denaro sporco. I rischi sono minimi poiché non c’è tracciamento del denaro. Se nel secondo semestre del 2021 sono nate 11.600 nuove imprese edili, è chiaro che alcune di queste sono strumenti nelle mani delle mafie. Chi possiede capitali liquidi ed esigibili oggi? Le banche e la criminalità organizzata. Visto che le banche hanno ristretto le erogazioni, oggi, denaro e investimenti sono nella disponibilità delle mafie. La partita è nelle loro mani e rischiano di giocarla come parti in causa e come arbitri.
Fiore – Come fare a scoprire queste operazioni illegali?
Musacchio – Occorrono controlli efficaci a tappeto e non a campione, le transazioni tra pubblica amministrazione e privati devono avvenire con moneta elettronica tracciabile: questo proprio allo scopo di evitare i crescenti tentativi d’infiltrazione e di condizionamento della pubblica amministrazione attraverso funzionari e amministratori corrotti. Puntare sul controllo degli appalti dall’assegnazione alla consegna dei lavori ed evitare l’utilizzo del sub-appalto. Andrebbero incrociate le cessioni dei crediti fiscali, le compensazioni sulle dichiarazioni dei redditi, le segnalazioni di operazione sospette provenienti dagli istituti bancari e i database disponibili in materia fiscale e tributaria.
Fiore – Una lotta, quindi, che va combattuta su più fronti?
Musacchio – Assolutamente!!! A partire dal livello europeo, per arrivare a quello nazionale e infine a quello regionale e comunale. I Comuni, anche quelli più piccoli possono svolgere un ruolo “vedetta” segnalando ad esempio cantieri inesistenti.
Fiore – Mi sta dicendo che a rischio infiltrazioni oltre i soldi dei vari bonus edilizi ci sono anche quelli del PNRR?
Musacchio – I mafiosi stanno mettendo in campo due strategie da quando è iniziata la pandemia. La prima è il poter rilevare a buon mercato imprese in crisi. La seconda è assicurarsi le risorse pubbliche nazionali ed europee stanziate per fronteggiare l’emergenza sanitaria. In ballo ci sono anche le bramosie mafiose verso i fondi europei del Pnrr che giungeranno a breve nel nostro Paese, come nel resto d’Europa.
Fiore – In Italia arriveranno oltre 235 miliardi di euro…
Musacchio – …e non siamo organizzati per prevenire e reprimere efficacemente i nuovi meccanismi di frode e d’infiltrazione criminale nell’utilizzo dei fondi, che finanzieranno i vari settori del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a tutela e difesa dei cittadini, delle imprese e dell’Unione europea stessa.
Fiore – Quindi un rischio sia per i vari bonus edilizi che per i progetti del PNRR. Che cosa possiamo fare nell’immediato?
Musacchio – Monitorare e controllare minuziosamente ogni misura che, perimetrando adeguatamente il numero di cessioni e il profilo dei cessionari, risulti utile a minimizzare il rischio di condotte di frode e di riciclaggio in modo da rafforzare la tutela delle imprese oneste e la crescita economica del Paese. Questi sono alcuni accorgimenti che ho consigliato anche alla Commissione Bilancio presso il Parlamento europeo. Il problema più grave da risolvere tuttavia resta sempre la corruzione che in Italia resta ancora una questione irrisolta.
Vincenzo Fiore
Vincenzo Musacchio è criminologo, giurista e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA).
Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra.
Nella sua carriera è stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni ’80.
È oggi uno dei più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali, un autorevole studioso a livello internazionale di strategie di lotta al crimine organizzato.
Autore di numerosi saggi e di una monografia pubblicata in cinquantaquattro Stati scritta con Franco Roberti dal titolo “La lotta alle nuove mafie combattuta a livello transnazionale”.
È considerato il maggior esperto di mafia albanese e i suoi lavori di approfondimento in materia sono stati utilizzati anche da commissioni legislative a livello europeo.
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