La riqualificazione di Piazza Ventimiglia
e di via della Torre della sua Montelepre
Nell’ambito dell’urbanistica e della tutela del patrimonio storico, il ruolo delle piazze e degli spazi aperti assume una valenza fondamentale e rappresenta non solo elementi di caratterizzazione estetica ma anche veri e propri simboli di identità culturale e sociale.
L’odierno “a tu per tu con…” il geom. Giovanni Castronovo si propone di esplorare con rigore critico e alta sensibilità il delicato tema della riqualificazione urbana, e in particolare sull’intervento di recupero e valorizzazione di Piazza Ventimiglia e via della Torre di Montelepre. Il dialogo con Giovanni, ricco di analisi storiche, principi di progettazione e riflessioni sulla funzione sociale degli spazi pubblici, ha evidenziato le criticità e le opportunità insite nelle trasformazioni apportate a tali luoghi di memoria e di vita quotidiana.
Castronovo, esperto cultore di architettura, mette in luce come gli interventi rispettosi dell’originario patrimonio, se accompagnati da un’attenta pianificazione partecipata, possono contribuire a rafforzare il senso di comunità e di appartenenza, evitando effetti dirompenti o superficiali.
Il filo conduttore di questa conversazione è l’equilibrio tra conservazione e innovazione, tra tutela storica e funzionalità contemporanea, elementi necessari per rendere gli spazi pubblici non solo fruibili, ma anche significativi nel tessuto identitario di una città.
La testimonianza di Castronovo si vuole inserire in un più ampio discorso di valorizzazione del patrimonio urbano e offre spunti di riflessione e modelli di intervento che dovrebbero ispirare le future pratiche di rigenerazione urbana in Sicilia e oltre.
Infatti il confronto tra teoria e pratica, tra tutela e partecipazione, costituisce la via maestra per promuovere un’urbanistica sensibile alle specificità storiche e sociali e per far sì che le piazze, autentici punti di incontro e di memoria, possano continuare a svolgere il loro ruolo vitale nel presente e nel futuro delle comunità.
Fiore: Buongiorno, caro Giovanni… pronto per discutere dell’intervento di riqualificazione di Piazza Ventimiglia e via della Torre di Montelepre e dei relativi aspetti estetici, funzionali e culturali?
Castronovo: Buongiorno a te, caro Vincenzo, e benvenuto a Montelepre.
Il confronto su temi così complessi e fondamentali mi offre un’opportunità molto stimolante per la salvaguardia dell’identità urbana e del patrimonio storico.
Fiore: Quale ruolo attribuisci alle piazze nel tessuto identitario di un centro storico? Quali principi devono guidare un intervento di riqualificazione di questi spazi pubblici?
Castronovo: Le piazze costituiscono i nodi nevralgici della memoria collettiva e dell’interazione sociale nei centri storici. Sono il luogo di incontro tra storia, cultura e vita quotidiana, emblematici simboli di identità urbana.
Le loro progettazioni e riqualificazioni devono rispettare i principi di conservazione, continuità storica e partecipazione civica.
Architetti e urbanisti come il Prof. Camillo Sitte, autore del libro “l’arte di costruire la città”, evidenziano l’importanza di preservare proporzioni e caratteristiche originali, evitando interventi che possano alterare l’integrità del contesto.
La riqualificazione efficace si fonda su un equilibrio tra rispetto per il passato e funzionalità contemporanea, favorendo spazi di socialità e memoria condivisa.
Fiore: Entrando nel merito dell’intervento messo in atto a Montelepre, quali criticità emergono nell’analisi di Piazza Ventimiglia e via della Torre rispetto a tali principi?
Castronovo: L’analisi evidenzia diverse criticità.
Innanzitutto, la scelta delle superfici pavimentali: l’uso di basole di pietra di Custonaci con impurità di colore giallo genera un contrasto cromatico inadeguato, disturbando l’autenticità e l’armonia visiva del sito. La trama urbana, inoltre, risulta frammentata da percorsi delimitati da dissuasori di sosta, che interrompono il flusso naturale dello spazio pubblico, riducendo la partecipazione e la continuità spaziale. Questa impostazione si discosta dai principi di urbanistica partecipata e di progettazione sensibile alle dinamiche sociali, vedi quanto sottolineato da Jan Gehl, che promuove ambienti pedonali e spazi di convivialità come strumenti di rigenerazione urbana.
La disposizione degli alberi, infine, appare disallineata rispetto alle direttrici principali di corso Castrenze Di Bella e via della Torre, tanto da contribuire a una sensazione di disordine visivo e frammentazione spaziale e contrastare con l’obiettivo di un ambiente armonico e funzionale.
Per una comprensione completa delle criticità e delle opportunità di riqualificazione, è utile considerare le radici storiche di Montelepre.
La sua posizione strategica sui Monti di Palermo, con origini normanne e aragonesi, ha favorito la nascita di strutture di difesa e religiose di rilievo.
La Torre Ventimiglia, risalente al XVI secolo e attribuita alla famiglia Ventimiglia, rappresenta un esempio di architettura militare con funzioni di avvistamento e difesa contro incursioni piratesche.
La torre, nonostante interventi di restauro, conserva ancora le caratteristiche originarie, testimonianza della storia di resistenza e nobiltà locale.
La Chiesa Madre, costruita anch’essa dai Ventimiglia nel XVII secolo, incarna un edificio barocco con elementi neoclassici, simbolo di potere e devozione, che ha subito vari interventi conservativi ma ha mantenuto il suo impianto originale.
La piazza ex Crocivia, nel cuore del centro storico, rappresentava un luogo di mercato e di aggregazione; le riqualificazioni degli anni ’70 hanno sì alterato alcuni tratti originari, ma il suo ruolo simbolico come nucleo sociale e culturale non è stato intaccato.
La riqualificazione di questi spazi, infatti, deve sempre rispettare e valorizzare la complessa memoria storica.
Fiore: Come si inseriscono i monumenti storici, quali la Torre Ventimiglia, la Chiesa Madre e la chiesa di San Giuseppe o Anime Sante, nel quadro delle criticità evidenziate?
Castronovo: La collocazione di stalli di sosta in prossimità dei monumenti compromette l’integrità simbolica e visiva di beni di grande valore storico-architettonico.
L’installazione di dissuasori e barriere crea barriere percettive e funzionali, disturbando il dialogo tra spazio pubblico e patrimonio storico, in contrasto con le linee guida UNESCO e le raccomandazioni di ICOMOS per la tutela integrata.
La mancanza di un disegno unitario che colleghi i monumenti in un sistema coerente di relazione spaziale e simbolica evidenzia una superficialità nel trattamento complessivo del patrimonio.
Un approccio integrato, che consideri le connessioni e il contesto, è fondamentale per rispettare le normative europee e nazionali di tutela.
La presenza di specie arboree, come le palme, può contribuire a ristabilire ordine e continuità spaziale, se pianificate con cura, valorizzando anche l’estetica e la dimensione ambientale dell’intervento.
Si rende necessario un approccio partecipato, che coinvolga le comunità locali e rispetti le caratteristiche storiche, applicando le teorie di Christopher Alexander sulla progettazione naturale.
La scelta di materiali coerenti, il rispetto delle proporzioni, l’attenzione alla continuità visiva e spaziale, nonché una pianificazione oculata degli spazi verdi, sono elementi imprescindibili per recuperare il ruolo di luoghi di identità, socialità e memoria condivisa, fondamenti di un benessere urbano sostenibile.
Fiore: È interessante osservare, però, come, in molte realtà siciliane, gli interventi di riqualificazione di piazze storiche abbiano prodotto risultati molto positivi, spesso trasformando questi spazi in autentici punti di incontro e centri di valorizzazione culturale. Potresti condividere alcune esperienze di successo relative a progetti di riqualificazione delle piazze in Sicilia?
In particolare, mi piacerebbe capire come tali interventi siano riusciti a conservare e rafforzare la funzione di questi luoghi come centri di socializzazione e di comunità, mantenendo vivo il loro ruolo storico e culturale.
Castronovo: Assolutamente, caro Vincenzo.
In Sicilia esistono diversi esempi significativi che dimostrano come un intervento di riqualificazione ben pianificato possa recuperare e rafforzare la funzione di piazze come spazi di aggregazione sociale.
Uno di questi è Piazza Ciullo di Alcamo..
L’intervento di riqualificazione è stato condotto rispettando l’originaria distribuzione spaziale ed eliminando barriere visive e fisiche che ostacolavano la fruizione dell’area.
Sono stati utilizzati materiali coerenti con il patrimonio storico, come pietra e ciottoli, e un’illuminazione studiata appositamente per valorizzare gli elementi architettonici e scultorei presenti.
Questo ha trasformato la piazza in un luogo accogliente, ideale per incontri, per eventi culturali e momenti di relax, rafforzando il senso di identità storica e culturale del luogo e contribuendo a farla percepire come uno spazio pubblico di alta qualità.
Un altro esempio rilevante sarà Piazza Vigliena, detta anche dei Quattro Canti, sempre a Palermo.
Io sono stato coinvolto nella progettazione di questo intervento, lavorando con un team di professionisti interni ed esterni al Comune.
L’obiettivo principale sarà quello di riqualificare la pavimentazione per renderla più accessibile e pedonabile, di migliorare l’illuminazione pubblica, anche sulle facciate degli edifici storici che circondano la piazza, e valorizzare le fontane monumentali presenti sulle facciate.
Questi interventi permetteranno di mettere in evidenza il patrimonio architettonico e culturale della zona, stimolando l’uso quotidiano della piazza da parte di cittadini e turisti.
Inoltre, si vuole creare un punto di incontro che unisca la storia con la vita contemporanea, a favore di eventi culturali e sociali.
In molte di queste iniziative, abbiamo adottato un approccio partecipativo coinvolgendo attivamente le realtà associative locali attraverso consultazioni pubbliche e processi di cittadinanza attiva.
Questo metodo riconosce che il senso di appartenenza e la cura collettiva sono elementi fondamentali per il successo di qualsiasi progetto di riqualificazione e dimostra che, rispettando le caratteristiche storiche e culturali dei luoghi, è possibile riconfigurare gli spazi pubblici in veri e propri cuori pulsanti della città, dove memoria e vita quotidiana si intrecciano, creando ambienti di forte identità condivisa e di senso di appartenenza collettiva.
Fiore: Dal punto di vista pratico, quali le strategie più efficaci per preservare la funzione di punto di incontro delle piazze, evitando che interventi troppo invasivi o poco rispettosi dell’identità storica ne compromettano la funzione sociale?
Castronovo: Le strategie più efficaci sono, innanzitutto, l’ascolto e il coinvolgimento della comunità locale fin dalle prime fasi di progetto.
La progettazione partecipata permette di capire quali sono le esigenze reali dei cittadini e quali elementi storici devono essere preservati o valorizzati.
È fondamentale inoltre adottare un approccio multidisciplinare, che integri architettura, urbanistica, storia e sociologia per creare soluzioni equilibrate.
L’uso di materiali tradizionali e di tecniche costruttive compatibili con le caratteristiche storiche del sito aiuta a mantenere l’autenticità visiva e tattile dello spazio.
La pianificazione di zone pedonali e di percorsi fluidi favorisce la socializzazione, mentre la rimozione di elementi barriera come dissuasori e barriere fisiche può permettere una maggiore fruibilità e un senso di apertura.
Infine, la cura e la manutenzione periodica sono essenziali: uno spazio pubblico che si mantiene vivo, pulito e curato diventa di fatto un punto di riferimento per la comunità e rafforza il ruolo di luogo di incontro.
La chiave è sempre trovare un equilibrio tra tutela, funzionalità e identità, evitando interventi che, pur modernizzando, possano perdere di vista il valore simbolico e sociale della piazza.
Fiore: Per concludere, come vedi il ruolo delle piazze nel contesto siciliano, considerando la differenza tra piazze d’armi e piazze nel loro attuale ruolo di punti di incontro?
Castronovo: La distinzione tra piazze d’armi e piazze di incontro è fondamentale.
Le piazze d’armi, come quelle di origine militare o di difesa, hanno spesso una funzione simbolica di potere e protezione, e sono state pensate principalmente come spazi di controllo e di difesa.
Sono altresì spesso caratterizzate da strutture monumentali, forti e imponenti: il loro ruolo oggi potrebbe essere riqualificato come spazi di memoria storica e di identità civica.
Le piazze, invece, nel loro ruolo di punti di incontro, sono spazi di socializzazione, di scambio culturale e di partecipazione civica.
In Sicilia, questa differenza si manifesta nelle piazze del centro storico, come Piazza del Duomo a Catania o Piazza Marina a Palermo, riqualificate proprio per favorire l’incontro sociale, l’aggregazione e la vita quotidiana, senza perdere di vista il loro valore storico.
La loro funzione contemporanea è quella di essere luoghi di inclusione, di dialogo tra comunità diverse, di memoria condivisa e di identità locale.
La sfida è preservare questa funzione, valorizzando le caratteristiche storiche e culturali, e facendo in modo che queste piazze diventino non solo simboli di passato, ma anche spazi vitali per il presente e il futuro delle comunità siciliane.
Fiore: Grazie, caro Giovanni, per queste riflessioni e per aver condiviso le tue esperienze e visioni sul ruolo delle piazze nel contesto siciliano.
Sono certo che il tuo contributo ispirerà future iniziative di riqualificazione tese a rispettare e valorizzare il nostro patrimonio urbanistico.
Castronovo: Grazie a te, caro Vincenzo, per avermi dato la possibilità di esternare le mie
Vincenzo Fiore
