Accursio Truncali e il sogno nell’arte
I sogni hanno sempre rappresentato una finestra sull’inconscio e un grimaldello utile per curiosare nel mondo dell’immaginazione.
Nel corso degli anni, gli uomini con il tratto delle proprie capacità e della propria fantasia si sono sforzati di tramandarci la traduzione in realtà dei sogni.
Un modo per affermare il fascino del sogno sull’uomo.
L’uomo antico considerava il sogno un messaggio divino o un presagio, ma con il passare del tempo ha sempre più assunto caratteristiche psicologiche e simboliche sino a giungere a Freud che ha posto l’accento sui legami del sogno con l’inconscio e i vari desideri repressi.
Un interesse e una curiosità che non potevano affascinare anche il mondo dell’arte dall’Antichità al Rinascimento, dal Romanticismo al Surrealismo, all’Arte Contemporanea.
Ed è proprio nell’Arte Contemporanea che il sogno si mostra fonte inesauribile di ispirazione, con tratti che uniscono la realtà con l’immaginazione.
Oggi ne parliamo con Accursio Truncali, artista siciliano, nato a Sciacca e residente in un quartiere periferico di Palermo.
Accursio ha frequentato le scuole dell’obbligo a Caltabellotta, l’Istituto Statale d’Arte di Sciacca, il Liceo Artistico “Michelangelo” di Agrigento e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove nel 1989 con una tesi su “Jean Dubuffet e l’Arte Informale in Europa” consegue a pieni voti il Diploma di Laurea in Pittura, sotto la guida artistica di Totò Bonanno, Marcello Faretra e Salvatore Provino.
Dal 1983 ha nel suo curriculum artistico diverse mostre personali, nonché la partecipazione a collettive di carattere regionale e nazionale.
Ha insegnato Discipline Pittoriche presso l’Istituto d’Arte “Picasso” di Palermo e Tecniche d’Incisione presso l’annessa Accademia di Belle Arti.
Dal 1998 è inserito nel Dizionario Enciclopedico Nazionale d’Arte Contemporanea e nel giugno del 2001 collabora con Maurizio Cattelan alla scritta “HOLLYWOOD” sulla collina di Bellolampo a Palermo, come evento esterno alla 49° edizione della Biennale di Venezia, diretta da Harald Szeeman.
Alcune sue opere sono inserite nel Catalogo “Artisti Italiani Contemporanei” a cura della Casa Editrice “Sciroccoedizioni” e nel Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea 2009, a cura della Casa Editrice “ALBA” di Ferrara.
Nel 2008 illustra il libro “lu ncontru di li nciurii” del poeta e storico caltabellottese VincEnzo C. Mulè a cura della “Edizioni Momenti” di Ribera, mentre nel 2010 cura i costumi del film-documentario su Luigi Pirandello “Nella terra del Caos” del regista Alberto Castiglione.
Nel 2011 dona il trittico “Il Riposo di Dedalo” al Museo Civico di Caltabellotta.
Accursio Truncali è un artista che ti fa vivere la sua emozione pittorica, ti proietta nella sua dimensione che rende l’anima materia da dipingere ed evoca mondi densi di simbolismo e suggestioni surrealiste.
Quando lo sguardo si sofferma su una sua opera, non puoi non prendere atto del remare della pittura di Truncali tra la memoria e il sogno, sempre alla ricerca di un equilibrio tra il suo mondo interno e quello esterno, tra i rumori di ciò che siamo e di ciò che vorremmo essere.
Un remare che diventa viaggio, conoscenza, emozione, un remare pregno di desideri, aspettative, fantasie che ci inoltra verso la parte più segreta dell’intimo umano e ci mette in contatto con l’inconscio e la dimensione spirituale del nostro essere “realtà”.
Fiore – Da quanto ho letto su di te, ho compreso che la tua esperienza di vita e di crescita ti ha insegnato umiltà e capacità di stare in ciò che la vita ti ha dato, apprezzandolo e amandolo per quello che è, senza chiedere di più.
Se così non fosse non ti saresti dedicato a fotografare, per poi tirar fuori la loro anima, rendendola manifesta con la penna Bic, persone di vari ceti sociali, derelitti, sconfitti dalla vita, posteggiatori, gente che fruga nei cassonetti e che con grande tira avanti.
Mi sbaglio?
Truncali – Non ti sbagli assolutamente. Quell’esperienza vissuta in un quartiere di Palermo, quello della Kalsa, mi ha riempito l’anima ma soprattutto il cuore di umanità verso quella gente che aveva un vissuto molto particolare.
Quasi ogni giorno, mi recavo di pomeriggio in una panineria ad incontrare qualche particolarità che mi incuriosiva attraverso le facce degli avventori.
Spesso, mi interessava qualche viso particolare e, offrendogli una birra con un panino, chiedevo se potevo fargli un ritratto.
Il ritraente rimaneva un po’ incredulo, ma si lasciava ritrarre.
Lui era felice ed anch’io. Questa umana esperienza mi ha riempito l’ anima e il cuore di speranza e di amore verso il prossimo.
Fiore – Un discorso artistico, il tuo, che partendo dal nostro universo interiore abbraccia la realtà e la immerge nei sogni che ognuno di noi sviluppa e per rivivere alcuni segmenti di vita passata e per immergersi in un futuro migliore.
E’ l’affermazione di una nuova interpretazione dei sogni?
Truncali – L’esperienza con “La Materia dei Sogni”, iniziata nel periodo del Covid e che ancora continua, mi ha scosso dentro, riscoprendo dentro di me qualcosa che si era assopita: il sogno.
Quello che ti rimane dentro, quando la mattina ti svegli.
Spesso, non riuscivo a dormire e buttavo su un foglio le immagini fugaci che attraversavano la mia mente.
Avevo già all’attivo una cinquantina di ritratti, ma cercavo qualcosa di nuovo.
Così, incominciai con questi paesaggi sognati.
La struttura del dipinto aveva bisogno di più tempo perché era mia intenzione, prendendo spunto dai sogni, dividere il dipinto in due zone.
Una materica in basso e una spirituale in alto, con una o più figure che inserivo fra le due immagini.
Ammetto che la rilettura di Freud mi ha aiutato tanto, nonché i giorni trascorsi con Piero Montana, critico d’arte e gallerista di Bagheria.
Da quelle assidue discussioni, è nato il libretto “Accursio Truncali. La materia dei sogni” edito nel novembre del 2021 da cui ha preso lo spunto questo tuo “a tu per tu con…”. Ineguagliabile la recensione dello stesso Montana.
Fiore – Dai tuoi lavori si percepisce in maniera chiara la strettissima dipendenza dai battiti del tuo cuore e dei tuoi sogni. Corretto?
Truncali – Caro Vincenzo hai centrato per davvero! Nei miei lavori, che siano ritratti o paesaggi, il protagonista principale è il mio Cuore!
Fiore – E’ il caso di dire, quindi, che la tua fase creativa non è assolutamente estemporanea…
Truncali – Assolutamente! Parte dalle sollecitazioni del mio cuore!
Fiore – Tu sei un artista siciliano, che riproduce la sua terra di origine in una calda e profonda espressione artistica. Cosa ti ha spinto verso questa direzione considerato che i sogni non sono solo “siciliani”?
Truncali – Sono molto legato alla mia terra. Quasi in modo viscerale. E se è vero che i sogni non sono solo “siciliani” è altrettanto vero, e di questo ne sono sicuro, che i miei una volta pubblici appartengono a chiunque li guarda.
Sì, sono materialmente nel mio studio a farmi compagnia ma nello stesso tempo hanno oltrepassato la Sicilia e donato a chi li guarda una parte della mia anima e del mio cuore. Ed eccomi cittadino del mondo e, in particolare, cittadino delle località dei lettori di ScrepMagazine e se me lo consenti anche della tua Mariotto.
Fiore – Quanto i colori e i simboli sono importanti e significativi nel tuo mondo onirico? Il colore che maggiormente associ a un’emozione o a un sogno…
Truncali – A differenza dei miei disegni, rigorosamente creati con una semplice penna bic, spesso d’inchiostro nero, i dipinti nascono e si rivelano attraverso il più delle volte con il rosso.
Fiore – Un consiglio a tutti coloro che vogliono intraprendere un percorso nella pittura, nel disegno o nella fotografia…
Truncali – Il consiglio che posso dare a chi vuole intraprendere questa strada? Studio, lavoro e passione!
Fiore – Come ti consideri?
Truncali – Mi considero un ricercatore curioso di materiali e di colori che adopero. Finita una ricerca già ne ho in testa un’altra.
Fiore – C’è un progetto o una mostra a cui sei particolarmente legato? Perché?
Truncali – La mostra a cui sono legato è stata quella del 2011, curata dal maestro Nicolò D’Alessandro, che la volle chiamare “Made in Sicily”.
Inaugurata alle Ciminiere di Catania e successivamente allestita presso l’albergo dei Poveri di Palermo. Grandi nomi. Grandi opere. Sublime allestimento.
Fiore – Che momento vive l’arte oggi in Italia?
Truncali – L’arte oggi secondo il mio modesto parere è in caduta libera. E credo che andrà a sbattere contro qualcosa, anche se il dono dell’arte è quello di cadere e nello stesso tempo di rialzarsi. In ogni caso fin quando esisterà l’uomo con il suo amore per la l’uomo natura non morirà mai.
Fiore – Grazie per il tempo dedicatomi e alla prossima… e buon futuro, caro Accursio…
Truncali – Grazie a te, ai lettori di ScrepMagazine e a tutta la redazione!
Vincenzo Fiore
